| categoria: economia

BANCHE: CON RICORSO ARBITRO PER 300 GIÀ RIMBORSO PIENO

La macchina dei rimborsi, a distanza di più due anni, lavora ancora a pieno ritmo per garantire un indennizzo ai risparmiatori delle 4 banche e delle due banche venete. Mentre il governo già studia come rimettere mano al fondo aggiuntivo da 100 milioni in 4 anni approvato all’unanimità dal Parlamento con l’ultima legge di Bilancio. Le procedure per il ristoro forfait all’80%, erogato direttamente dal Fondo di solidarietà, sono ancora in corso e sono rivolte ora ai piccoli investitori di Veneto banca e Popolare di Vicenza, mentre iniziano ad arrivare i primi indennizzi al 100% per chi si è rivolto all’arbitro Anac (1.753 istanze): hanno già avuto esito positivo 575 ricorsi per 18,7 milioni e il Fondo ha già liquidato i primi 301 per oltre 11 milioni. L’arbitro si è dotato di linee guida per valutare i ricorsi e non a tutti, viene sottolineto, è stato riconosciuto il 100%. Ai risparmiatori di Etruria è andato finora in totale il 70% di quanto richiesto (302 domande accolte su 359, che hanno ricevuto 8,5 milioni su 12 chiesti di rimborso). Ai risparmiatori di Carife invece è andato appena il 37% di quanto richiesto (991mila euro su oltre 2 milioni e mezzo sulla base di 158 richieste di cui ne sono state accolte 116). Il doppio binario per gli indennizzi era stato messo in piedi nel 2015 dopo la risoluzione di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti, ed era stato poi esteso alle due venete dopo la liquidazione coatta amministrativa. Accanto a questo meccanismo, alla fine dello scorso anno è stato istituito un ulteriore fondo non solo per gli obbligazionisti ma anche per gli azionisti ‘vittime di reati finanziarì. Un fondo che non è mai diventato operativo e che il nuovo governo si propone non solo di sbloccare ma anche di rafforzare fino a farlo diventare una sorta di strumento «universale» di risarcimento per i «truffati» dalle banche, con maggiori risorse a disposizione. I sottosegretari all’Economia Alessio Villarosa e Massimo Bitonci hanno già incontrato le associazioni dei risparmiatori e già a settembre potrebbero arrivare delle novità, anche per accelerare le procedure e semplificare i ricorsi all’arbitro. Intanto si è conclusa in primavera la procedura per le 4 banche (oltre 15mila pratiche per 180,85 milioni, la maggior parte con assegni sotto i 10mila euro) e ora si prosegue con le venete. Come emerge dai dati del Fondo interbancario (Fitd), che gestisce il Fondo di solidarietà, in questo caso si tratta per la maggior parte di micro-investitori visto che le pratiche liquidate finora sono 934 per 4,5 milioni di euro, per tre quarti (679) sotto i 5mila euro. Ben più corposi, quindi, gli assegni di chi si è rivolto all’arbitro o perché non rispettava i criteri per il rimborso forfait (massimo 35mila euro di reddito o 100mila euro di patrimonio e bond acquistati prima del 12 giugno 2014) o perché ha ‘scommessò sulla possibilità di ottenere comunque un rimborso del 100%. La maggior parte delle domande è arrivata da risparmiatori di Popolare Vicenza (il 97%). Ancora non c’è stato alcun rimborso superiore ai 100mila euro e appena 7 tra i 50mila e i 100mila euro. Finora si è registrato anche un alto numero di pratiche rigettate legato al fatto che le banche venete avevano collocato un numero elevato di titoli a investitori istituzionali, quindi i risparmiatori retail non li hanno acquistati direttamente dalle banche (altro requisito per accedere al rimborso forfait).

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