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Emergenza roghi a Colli Portuensi, a fuoco macchina e cassonetto

autobrucxuaia Un’altra notte di fuoco in Colli Portuensi. Verso le quattro qualcuno ha dato fuoco all’ennesimo cassonetto dell’Ama all’incrocio con via Alessandri. Le fiamme sono passate ad una macchina parcheggiata proprio sotto il semaforo. E’andata bruciata, si è liquefatto il semaforo e solo per un miracolo è rimasta indenne la centralina dell’Acea a poche decine di centimetri dal rogo. Pompieri e forze dell’ordine sono arrivati quasi dieci minuti dopo, chiamati dai residenti preoccupati del possibile propagarsi dell’incendio. Le fiamme hanno bruciacchiato un’aiuola poco distante e lambito i rami più bassi degli alberi. Non è scoppiato il serbatoio della macchina, peraltro totalmente distrutta: i danni sarebbero potuti essere ben più gravi. Fin qui la cronaca di giornata. Di per sè inquietante. Monteverde Nuovo sta diventando sempre più pericoloso e l’intero quadrante sembra solo sfiorato nelle ore notturne dalle ronde delle forze dell’ordine. Ma il livello di tensione e di preoccupazione sta crescendo di giorno in giorno si sente sempre più spesso parlare per strada e nei bar della necessità di autoproteggersi. Perche il vialone che dalla Gianicolense porta dritto dritto verso il viadotto della Magliana è diventato un vero e proprio teatro di guerra, in questi ultimi mesi e il numero di cassonetti mandati a fuoco – ai Colli e nelle strade limitrofe – comincia a caratterizzarsi in una vera e propria emergenza. Oltre una decina di “buchi neri” contrassegnati da cenere, immondizia bruciata e intelaiature bruciate e contorte segnano il passaggio dei piromani. Quei resti bruciacchiati restano a lungo, e quando vengono sostituiti da cassonetti nuovi capita anche un rogo-bis. C’è da avere paura. Siamo di fronte al piromane isolato, c’è una strategia della tensione mirata a far crescere il livello di tensione negli abitanti? Possibile che le forze dell’ordine non siano riuscite a stoppare il fenomeno, ad individuare i colpevoli, ad arrestarli? Ci sono telecamere dappertutto nella zona e tra l’altro proprio a pochi metri dall’incrocio tra i Colli e via Alessandri la presenza di due banche (ad una la scorsa settimana hanno portato via il bancomat prima che qualcuno desse l’allarme) , di un distributore di benzina e di diversi negozi dovrebbe garantire una buona copertura di immagine. Ne verranno elementi utili? Se ci sono indagini (e certamente è stato aperto un fascicolo) non sembrano aver portato a nulla di concreto. Il killer dei cassonetti opera con logica e continuità, indisturbato, soprattutto da un lato della strada, con qualche digressione. Non sembra aver troppa paura di essere visto, colpisce anche in spazi aperti e illuminati. Mistero. Il quartiere è in agitazione e l’episodio della notte scorsa rappresenta una pericolosa escalation. Se le fiamme raggiungono le macchine e magari le case i problemi possono essere serissimi. Da tempo in zona si ripetono atti di violenza, furti nelle abitazioni e nei negozi. Ci sono insediamenti abusivi di rom e sbandati nei pressi, ora nella vicina via Ramazzini la Croce Rossa ospita diversi rom sfrattati dal tristemente famoso Camping River. Prima aveva ospitato decine e decine di migranti di passaggio, con più di qualche problema di rapporti con i residenti. Ora la situazione rischia di arrivare in fretta a livello di guardia. E dire che nelle notti romane le forze dell’ordine sono troppo poche per presidiare il territorio non può essere una giustificazione.

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