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IL FATTO/ Tso complicato a Tivoli, servono regole nuove

DSC04405Ancora un episodio di violenza in ospedale. Scintille tra paziente oggetto del trattamento spalleggiato dal padre e gli operatori del
reparto del Servizio Psichiatrico di diagnosi e cura. La reazione del sindacato e la replica della Asl Roma 5

Ancora un episodio di violenza in ospedale, ancora una reazione esasperata
di familiari , il confronto muscolare con gli operatori sanitari e il danneggiamento
dei locali. Questa voltà è accaduto in un contesto particolare , il
servizio psichiatrico di diagnosi e cura dell’ospedale di Tivoli e nel
corso di una pratica sanitaria delicata e a forte rischio, un Tso, un
trattamento sanitario obbligatorio. Il paziente ed il padre del medesimo
sono venuti alle mani con gli infermieri, hanno sfondato la porta prima che la
situazione fosse messa sotto controllo. Gli operatori hanno riportato delle
lesioni, il familiare violento è stato denunciato, ma la situazione di
tensione rimane. La realtà che gravita attorno a quel reparto è
delicatissima, il personale è addestrato e la situazione non dovrebbe mai
sfuggire di mano. Si tratta di un ospedale e non di una struttura protetta,
il problema della vigilanza privata, della protezione di chi in quel
contesto lavora è prioritaria, quando del resto la sicurezza di quei
pazienti particolari e a forte rischio. Ci vuole equilibrio. I sindacati
hanno fatto fuoco e fiamme, la Direzione Generale della Asl Roma ha
replicato con un a nota chiarificatrice e distensiva esprimendo piena
solidarietà al personale. E’ evidente che il quadro generale va esaminato a
mentre fredda. Ciò che il commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria
Giuseppe Quintavalle intende fare in tempi brevi. Servono regole nuove e
misure diverse di tutela e di sicurezza.
LA NOTA DEL SINDACATO
“Il 6 agosto intorno alle ore 16.00 presso il Servizio Psichiatrico di
Diagnosi e Cura dell’ Ospedale di Tivoli durante un TSO il paziente e un
familiare hanno aggredito gli operatori. Tre infermieri hanno riportato
lesioni”. Lo rende noto Lamberto Pignoloni, Cgil Fp Roma Est – Rieti –
Valle dell’Aniene.
“Quanto accaduto è di una gravità inaudita – prosegue la nota del sindacato
– Spesso il personale dell’Spdc di Tivoli è costretto a fronteggiare le
aggressioni di pazienti e familiari ed a richiedere l’intervento di
Carabinieri e Polizia senza poter contare sul supporto del servizio di
vigilanza interna, non tenuto ad intervenire. Più volte il personale di
reparto ha segnalato, attraverso la attuale procedura Aziendale, le
aggressioni subite, ma nulla purtroppo è cambiato.
Oggi si è consumata l’ennesima aggressione con la conseguenza di danni a
carico del personale presente e della struttura. Un personale già stressato
per il reiterarsi di accadimenti analoghi e dalla carenzadi infermieri e di
personale di supporto. La scrivente organizzazione esprime la propria
solidarietà nei confronti del personale coinvolto nello spiacevole
incidente accaduto, sollecitando la Direzione Generale a mettere in atto
tutti gli interventi e le strategie necessarie al fine di garantire la
sicurezza degli operatori. Si ribadisce infine che il compito istituzionale
del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura è esclusivamente di tipo
Sanitarioed il personale assolve a tale compito e non a quello
custodialistico o carcerario. La Cgil chiede di intervenire per garantire
l’incolumità degli operatori”.

L’AZIENDA
In riferimento a quanto accaduto nella giornata di ieri, quando il padre di
un paziente ha agito in maniera violenta, danneggiando la porta d’ingresso
del reparto che a sua volta ha provocato una distorsione alla caviglia di
un’infermiera, la Direzione Strategica esprime grande solidarietà e
vicinanza a tutto il personale e comunica che l’uomo è stato prontamente
denunciato per danneggiamenti e interruzione di pubblico servizio. Si
ringrazia altresì il personale per la grande professionalità dimostrata
nella gestione dell’evento a tutela degli utenti e di tutti gli addetti. Si
coglie l’occasione per ringraziare anche le forze dell’ordine. L’Azienda
ha, inoltre, come da prassi, immediatamente dato il via ad un Audit interno
e provveduto a mettere in sicurezza la porta del reparto danneggiata che
sarà anche prontamente sostituita.
Direzione Generale Asl Roma 5

“Sentiamo il dovere per onor di verità di precisare quanto avvenuto ieri 6
agosto presso SPDC di Tivoli, sia per evitare strumentalizzazioni sia per
prevenire eventuali atteggiamenti di stigma verso le persone che soffrono
per un disturbo mentale.
Come riferito all’Autorità Giudiziaria e, successivamente, inoltrato alla
Direzione Generale della ASL RM 5, relativamente ai fatti avvenuti nel SPDC
di Tivoli il giorno 06/08/2018, si precisa quanto segue:

1) Non vi è alcuna evidenza di una azione premeditata di aggredire,
specificatamente, il personale sanitario presente; il genitore di un
paziente ricoverato prendeva a calci la porta avendo deciso di dimettere il
figlio contro il parere dei sanitari.

2) Nel corso di questo biasimevole episodio due infermiere che erano in
prossimità della porta hanno riportato lesioni, guaribili in uno e sette
giorni. Esprimiamo la nostra solidarietà ai nostri colleghi.

3) I sottoscritti e L’azienda ASL Roma 5 ritengono prioritaria la tutela e
la sicurezza operativa del personale sanitario, particolarmente di quello
impegnato in contesti assistenziali particolarmente problematici, come ad
esempio il SPDC, REMS , pronto soccorso e tale processo sarà possibile
combinando percorsi di formazione e implementando gli aspetti
organizzativi.

4) Il genitore è stato denunciato

Dr. Antonio Sciarretta direttore UOC SPDC Tivoli

Dr. Giuseppe Nicolò direttore DSMDP ASL Roma 5

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