| categoria: Roma e Lazio, Senza categoria

IL PUNTO/ Perché Salvini potrebbe prendersi Roma

I romani sono colpiti, infastiditi dagli scivoloni e dalle pacchianate del sindaco Raggi e probabilmente non hanno tempo e voglia per andare a leggere attraverso le righe quello che potrebbe succedere nel medio periodo sul palcoscenico della politica romana. E se Salvini si prendesse il Campidoglio come ciliegina sulla torna della sua arrembante avanzata? Mettiamo i diversi tasselli del ragionamento uno dopo l’altro. La Lega è appena sbarcata nell’Aula Giulio Cesare, ha il primo consiliere. Ma ne sta acquisendo già una dozzina a livello municipale. Vengono direttamente dal M5S, ma soprattutto da Fratelli d’Italia. Aggiungiamo la pattuglia di leghisti in consiglio regionale e il quadro è completo. La situazione è in progress, più il leader leghista accelera a livello nazionale più convince e aumentano i consensi. E c’è sempre qualcuno che si affretta a salire sul carro del vincitore. Sempre gente di centro destra è, ma bisogna avere il coraggio di ammettere che si tratta di ex aennini, della truppa che fu di Storace, di Alemanno, della Polverini. La Ugl ha abbracciato la Lega, ma cosa ha in comune con la filosofia del Carroccio il sindacato di destra un tempo presieduto dalla Polverini? Nulla a che vedere con i leghisti del Nord e poco da spartire con le logiche della politica salviniana. Erano al governo insieme ai tempi di Berlusconi, certo, ma allora il collante era il Cavaliere. In politica si fa questo ed altro, c’è poco da dire. E Matteo Salvini appare molto più lucido e capace di strategie raffinate di quanto si potrebbe pensare ascoltandolo parlare con il linguaggio di tutti e di tutti i giorni. Potrebbe piacere ai romani? A quelli che hanno sempre odiato il Nord e che sono stati cordialmente ricambiati? Ma torniamo al ragionamento. A novembre si concluderà il processo che vede imputata la Raggi per falso sulla vicenda delle nomine in Campidoglio. Potrebbe anche esserci una condanna. Lei ha già detto che in tal caso lascerebbe. Si andrebbe a elezioni in concomitanza con le Europee a maggio. E qui i piani del leader leghista per la conquista di Palazzo Senatorio avrebbero una concretizzazione. La Meloni e il suo Fdi annaspa, Fi è in caduta libera, resta il Pd, ancora forte nella capitale. Ma I leghisti hanno ora tutto il tempo – e le possibilità – per attrezzarsi sul territorio

Il

Ti potrebbero interessare anche:

Derivati, lo scandalo si allarga: Trani indaga su 5 banche
IMMIGRATI/ I vescovi italiani scendono in campo, l'Europa si crede l'ombelico del mondo ma è arrogan...
TAR/ Contrordine, nuove tariffe Ztl valide fino alla decisione del 3 dicembre
Cinque milioni bambini al Pronto Soccorso ogni anno
A dieta a 13 anni due-tre adolescenti su dieci. Tra fai da te e web
Carnevale Viareggio con Trump e Raggi



wordpress stat