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DISPERSI MONTE BIANCO, DOPO 48 ORE ANCORA NESSUNA TRACCIA

A oltre 48 ore dall’ultima segnalazione, non sono ancora emerse tracce dei tre alpinisti italiani dispersi sul versante francese del massiccio del Monte Bianco. I soccorritori impegnati nelle ricerche di Elisa Berton, 27 anni, del suo fidanzato Luca (31) e del fratello Alessandro Lombardini (28), tutti del torinese, spiegano di aver esplorato ogni angolo raggiungibile della montagna. E non nascondono gli scenari peggiori. Ma intanto i familiari, gli amici e i colleghi non perdono la speranza. Le ricerche sono riprese stamane alle 8 per poi essere sospese nel primo pomeriggio a causa del maltempo. Riprenderanno venerdì. «Si suppone che siano caduti in un angolo inaccessibile, al di là dell’Aiguille Verte, dalla cresta dei Grands Montets», spiega Stéphane Bozon, comandante del Peloton de gendarmerie d’haute montagne (Pghm) di Chamonix (Francia), che conduce le operazioni. «Nella zona – prosegue – ci sono pareti rocciose, canali molto stretti» dove si verificano «cadute di pietre», oltre a «dei grandi crepacci, sia sul versante del Monte Bianco sia su quello del ghiacciaio dei Rognons». Ma, sottolinea, «tutto ciò che è logico, accessibile a piedi e in elicottero è stato controllato». Per esplorare una zona a rischio come la crepacciata terminale, è stato usato anche un drone. Le ricerche impegnano un elicottero della Sécurité civile con due soccorritori a bordo e, a terra, sette militari: tre gendarmi del Pghm e quattro colleghi di Alessandro, arrivati dalla stazione del Soccorso alpino della guardia di finanza di Bardonecchia (Torino), dove lui stesso presta servizio, e da quella di Entrèves. C’è apprensione tra i familiari, accompagnati nel pomeriggio a Chamonix dai finanzieri di Entrèves, e tra gli amici. «Non sono degli sprovveduti – assicura chi li conosce – Sono esperti con la passione della montagna». Elisa «appena ha un momento libero si rifugia sul Monte Rosa o sul Moncenisio». Ex istruttrice di nuoto per la società sportiva Oasi di Rivalta, pratica triathlon e mountain bike. «Per lei – spiegano gli amici – le giornate devono trascorrere all’aria aperta». Il fidanzato lavora con la madre in una autoscuola di Orbassano: Luca «segue Elisa in tutto. Alle gare non la lascia mai sola». Il fratello Alessandro va «in montagna per lavoro e per passione – commenta chi lo conosce bene – È una persona precisa, preparata sia a livello fisico che tecnico». Anche se «sono passati due giorni», dicono gli amici, «non vogliamo pensare al peggio». Un altro disperso si registra in Piemonte, in valle Antrona: è un escursionista polacco che non ha ritrovato il sentiero mentre rientrava dal rifugio della Colma, a 1.506 metri

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