| categoria: Dall'interno

VERBANIA, A OTTOBRE IL REFERENDUM PER PASSARE IN LOMBARDIA

Ora c’è anche la data. Dopo il via libera della Cassazione, il Consiglio dei Ministri ha fissato per il 21 ottobre il referendum con cui i 160 mila cittadini della provincia del Verbano Cusio Ossola sceglieranno se restare sotto il Piemonte o diventare lombardi. «L’importante era far sì che la gente si esprimesse», dice soddisfatto Valter Zanetta, ex parlamentare Dc e Forza Italia oggi passato alla Lega, tra i promotori del Comitato ‘Diamoci un tagliò, quello che ha raccolto le firme per il referendum di un territorio ricco, che con i laghi e le montagne assorbe il 40% del turismo piemontese. E che, per la sua collocazione geografica e per la sua storia, si è sempre sentito ‘diversò. È la prima volta, in Italia, che si tiene un referendum del genere. E a fare da apripista non poteva che essere la punta più settentrionale del Piemonte, al confine con i cantoni svizzeri del Ticino e del Vallese, oltre che con la Lombardia. «Il Vco è sempre stato terra lombarda – osserva Zanetta -. La nostra economia gravita su Milano, i nostri ragazzi studiano lì, perché ci arrivano in un’ora mentre a Torino ci si arriva dopo oltre due ore». Dal 1381 parte del Ducato di Milano, il Vco è finito sotto il Piemonte soltanto nel 1743, col Trattato di Worms, ma non ha mai smesso di pensare all’autonomia. È degli anni Settanta la nascita dell’Uopa, il movimento autonomista ossolano teorico della creazione di una Regione dei Laghi che comprendesse alto Novarese, Varese e Como. Pulsioni che nel 1992 hanno portato alla nascita della provincia del Vco, con il distacco del Verbano, dell’Ossola e del Cusio dalla provincia ‘madrè di Novara. «Il Piemonte ci ha sempre trascurati», sostiene ancora Zanetta, a cui replica il vicepresidente della Regione Piemonte, il verbanese Aldo Reschigna, che rivendica gli «investimenti turistici e infrastrutturali» degli ultimi anni: «Oggi, in questa legislatura, il Piemonte dà al Verbano Cusio Ossola quello che non è mai stato dato», sottolinea auspicando «un confronto sui dati e non sul libro dei sogni o sulla pancia». Perplesso sulla strada intrapresa il presidente della Provincia, Stefano Costa, anche lui di centrosinistra. «Sono quattro anni che lotto per la specificità montana – dice – che vorrebbe dire autonomia operativa e fiscale del Vco, una formula immediata e, quindi migliore». Se al referendum dovesse passare la linea dell’annessione alla Lombardia, la palla passerebbe prima alle due Regioni coinvolte e poi al Parlamento. Un iter complesso e inedito. Sul tavolo c’è già la questione della copertura degli oneri di questa consultazione elettorale, con il parlamentare Pd Enrico Borghi che annuncia una interrogazione: «il ministro Salvini chiarisca immediatamente – dice – che le spese sono a totale carico dello Stato».

Ti potrebbero interessare anche:

Studente morto in gita, trovato Dna sotto le unghie e più alcol nello stomaco
Scuola, vacanze finite. Parte il nuovo anno
Palermo, omicidio Loris. Il pm: fu premeditato
Occhio al virus dei Ray-Ban su Facebook: ecco come evitarlo e riconoscerlo
Tensione davanti al Senato, i commercianti ambulanti protestano: la Bolkestein ci farà sparire
SALGONO A 32 LE DONNE UCCISE DALL'INIZIO DEL 2018



wordpress stat