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Pellacani e Bertocchi, tuffi d’oro: trionfo agli Europei nel sincro da 3 metri

030750aace746e659dd5a24bce0a87bAncora medaglie d’oro a Glasgow nella giornata del gran finale, grazie a Chiara Pellacani ed Elena Bertocchi, coppia vincente nei tuffi sincronizzati da tre metri, e ad Arianna Bridi che ha trionfato col batticuore d’un decimo di secondo, il tempo d’un palpito, nella 25 chilometri di fondo. Sommando a queste due medaglie quella di bronzo vinta da Matteo Furlan nella stessa gara di fondo, ma al maschile, il “bottino” dell’acqua azzurra è arrivato a contare 39 podi: ha dell’inimmaginabile, neppure per i più ottimisti fra noi italiani.

Dopo le tre medaglie della Quadarella, ecco l’oro di Chiara Pellacani, senza ovviamente nulla togliere alla sua compagna di podio, Elena Bertocchi, che già da sola una medaglia se l’era conquistata, tuffi da un metro. Chiara non ha ancora 16 anni: ne ha 15 ed 11 mesi. E’ più piccola di più di un anno di Tania Cagnotto quando prese la sua prima medaglia europea: ne aveva 17. E di Tania, che si spupazza la piccola Maya, può essere l’erede. Sempre che Tania abbia davvero deciso di smettere definitivamente e non ceda invece alle sirene dell’impatto mediatico e non solo sportivo che avrebbe il suo rientro in coppia con la compagna di sempre, Francesca Dallapè, anch’essa alle prese con la piccola prole. Una coppia di mamme sul trampolino sarebbe un ottimo argomento per Tokyo 2020.La gara vinta dalla Pellacani e dalla Bertocchi è la stessa che la Cagnotto e la Dallapè hanno vnto per otto volte consecutive dal 2009 fin qui. Le subentranti hanno difeso il regno azzurro.
Oggi è arrivata prima di uno dei cinque tuffi di finale, due obbligatori e tre liberi; magari al quinto, un doppio e mezzo indietro, che ha portato le due azzurre a 289,26 punti che costituiscono lo score dell’oro. Da bordo vasca Chiara ed Elena hanno guardato il tabellone quasi fosse un’icona d’un santuario che prometteva un miracolo. Anche i loro tecnici, Rinaldi e Scola, ammiccavano l’un l’altro; Tania che guardava tratteneva il respiro; mancavano le inglesi. E queste due, prime fino ad allora, furono così poco sincrone da rimediare un 39.40 e finire giù dal podio..

Arianna Bridi, nelle acque di Loch Lomond, scure per le alghe e fredde di loro (anche oggi poco sopra i 17 gradi, muta obbligatoria) butta la mano sinistra sulla piastra e batte d’un decimo di secondo, alla fine di 25 chilometri di nuoto, l’olandese Van Rouwendaal, che fin qui aveva vinto tutte le tre gare con donne in acqua a Glasgow, settore fondo. C’è anche Matteo Furlan sul podio. Lo è di nuovo, grazie al bronzo che conquista dietro l’ungherese Rasoszky, già vincitore della 5 chilometri e al russo Belayev. Simone Ruffini è quinto. Sedicesimo il giovanissimo Occhipinti

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