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Salvini: «Prima fondi alle famiglie, poi il resto»

Dopo i minacciosi annunci di revoca della concessione ad Autostrade, per il crollo del ponte di Genova che ha provocato 40 morti, il governo frena dopo che tra ieri e oggi sia i vice premier, Luigi di Maio e Matteo Salvini, che il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, avevano annunciato il ritiro della concessione. Poi probabilmente una volta capito che la procedura sarebbe stata difficile e a rischio di penali miliardarie è arrivata la frenata.

«Qualora ce ne siano le condizioni». «Quel ponte necessitava di una profonda manutenzione da decenni! Bene ha fatto il ministro delle Infrastrutture, a evocare, qualora ce ne siano le condizioni, anche il ricorso alla revoca della concessione e alle eventuali multe connesse ad inadempienze», recita un post apparso sul blog 5 stelle in cui precisa la posizione del Movimento in merito alla revoca della concessione. Parole molto più prudenti di quelle usate da Di Maio, Salvini e Toninelli. «Attendiamo il lavoro della magistratura nell’accertare eventuali responsabilità, ma non attendiamo neanche un minuto di più a esigere – insieme a Di Maio e Toninelli – le immediate dimissioni dei vertici di autostrade per l’Italia», si legge sul blog.

Di Maio aveva in precedenza confermato la volontà espressa dal governo di revocare la concessione ad Autostrade. «Non è possibile che si possa morire pagando il pedaggio. Prima che il Governo annunciasse il ritiro della concessione, già la Borsa aveva condannato Atlantia. Se non sono in grado di gestire le autostrade, lo farà lo Stato. Tutti parlano oggi della penale da 20 miliardi per la revoca della concessione. Ma se la motivazione è giusta e 40 morti finora mi sembrano una buona motivazione, non credo che si dovranno pagare penali. Tutti chiedono giustizia a Genova. Ci sono tutte le ragioni per recedere dalla concessione senza pagare penali. Gli utili netti che fanno queste società, che hanno operato in monopolio, fanno arrabbiare tutti. I Benetton li incontreremo quando gli revocheremo la concessione», aveva detto il ministro dello Sviluppo economico in un’intervista a Radio24. «Probabilmente i contratti con Autostrade venivano secretati perchè troppo vergognosi. Noi li desecreteremo», aveva aggiunto.

Salvini. «Da Autostrade puntiamo ad ottenere, nell’immediato, fondi e interventi a sostegno dei parenti delle vittime, dei feriti, sei 600 sfollati e della Comunità di Genova tutta, anche in termini di esenzione dai pedaggi. Di tutto il resto parleremo soltanto dopo». Lo afferma il ministro dell’Interno Matteo Salvini

Meloni. «Ora spunta una penale miliardaria per revocare la concessione di Autostrade anche in caso di ‘grave colpà. Il contratto prevede che se Autostrade non fa il suo lavoro, non fa manutenzione, fa crollare i ponti, lo Stato può revocare la concessione ma deve pagargli comunque tutti gli utili previsti fino alla fine della concessione. In sostanza possono far marcire le autostrade e non rischiano nulla, il loro guadagno è garantito comunque. Ecco la vergognosa pacchia delle concessioni autostradali. Fratelli d’Italia pretende di sapere tutti i nomi e i cognomi di chi ha redatto e firmato questo contatto capestro contro il popolo italiano. Andremo in fondo a questo schifo e ci batteremo in ogni sede per impedire la beffa della ‘penalè da pagare a chi da anni si arricchisce sulla pelle degli italiani», scrive su Facebook, si legge in una nota, il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Analisti scettici. Gli analisti abbassano le stime sul titolo di Atlantia ma sono scettici sul fatto che il contratto di concessione possa essere revocato, sia per via dei costi a carico dello Stato che per la sussistenza dei presupposti giuridici che possano far scattare la richiesta. «Una mossa di questo tipo non sarebbe finanziariamente realizzabile, in quanto l’Anas (cioè lo Stato) dovrebbe pagare miliardi ad Atlantia», sostengono gli analisti di Intermonte, che ricordano come «il contratto di concessione potrebbe aiutare a proteggere Atlantia» visto che, in caso di revoca, «stabilisce il diritto al risarcimento per Autostrade per l’Italia». «Il percorso per stracciare la concessione è in verità abbastanza stretto e richiede passaggi specifici che al momento non sono ancora stati presi. Riteniamo questo scenario improbabile», afferma Banca Akros. La revoca della concessione viene considerata «lo scenario meno probabile» da Equita mentre Kepler Cheuvreux, pur aspettandosi «panic selling», scrive che «il contratto ha già dimostrato di essere intoccabile».

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