| categoria: politica

SCHEDA/ DA SOS ALL’ARRIVO IN PORTO,IL SISTEMA DEI SOCCORSI

– È la Convenzione internazionale sulla ricerca ed il salvataggio marittimo, siglata ad Amburgo nel 1979 e ratificata dall’Italia 10 anni dopo, la «cornice giuridica» all’interno della quale si svolge l’attività di soccorso dei migranti (nonostante la convenzione non fosse nata per disciplinare questa emergenza). In adempimento degli obblighi giuridici derivanti proprio dalla ratifica di questa convenzione, il Centro nazionale di Coordinamento del soccorso marittimo (Imrcc) della Guardia costiera di Roma, non appena riceve la segnalazione di un’emergenza al di fuori della propria area di responsabilità Sar (Ricerca e soccorso), in acque internazionali, è tenuto ad avviare le prime azioni e ad assumere il coordinamento. Contemporaneamente, avvisa l’autorità Sar competente, o comunque quella in grado di fornire l’assistenza migliore («better able to assist») ai fini dell’assunzione del coordinamento. Qualora questa non risponda o non sia disponibile, l’Imrcc di Roma coordina le operazioni fino alla loro conclusione ed individua, in qualità di «autorità coordinatrice», il luogo sicuro di sbarco (place of safety) dei naufraghi. Un esempio. Se un gommone di migranti in difficoltà in acque di competenza della Libia lancia l’sos e questo viene ricevuto dalla Guardia costiera italiana, è Roma ad avviare le prime azioni di soccorso, trasmettendo un «messaggio circolare» a tutte le unità in transito in quella zona, nel quale si invita a contattare la Guardia costiera libica in quanto autorità competente per la ricerca e il soccorso. Si forniscono dunque i contatti della guardia costiera libica, insieme però a quelli dei centri di soccorso marittimo più vicini, vale a dire Malta, Tunisia e Italia. La Guardia costiera italiana, contemporaneamente, avvisa Tripoli della situazione in atto. A questo punto sono due gli scenari possibili. Il primo, che la Guardia costiera libica risponda positivamente, assumendo così il coordinamento dei soccorsi, cosa che può fare legittimamente poichè di recente è stata riconosciuta dall’Imo (International maritime organization) quale centro di coordinamento dei soccorsi per la propria area Sarch&Rescue. Se invece, per qualche motivo, la Libia non risponde o risponde negativamente alla richiesta di gestire l’emergenza, è la stessa Convenzione di Amburgo a stabilire che dei soccorsi si debba occupare chi per primo ha ricevuto la richiesta, quindi l’Italia, perché l’obiettivo prioritario resta la salvaguardia delle vite in mare

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