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Autostrade esce allo scoperto e pubblica le convenzioni con lo Stato

Genova - Ponte Morandi crollato (Foto copyright INCE)

Genova – Ponte Morandi crollato (Foto copyright INCE)

La pressione della opinione pubblica e un nuovo governo eletto democraticamente dagli italiani hanno di fatto reso la strada obbligata agli azionisti di maggioranza trevigiani. Hanno aspettato quasi due settimane. Sorpresa: l’ultima convenzione firmata dieci giorni prima delle elezioni che hanno visto la vittoria del centro destra e del Movimento 5Stelle. Firmata partito Pd, dal duo Gentiloni – Del Rio. La nota sottolinea che «nessuna norma interna o prassi internazionale prevede la pubblicazione di tali documenti relativi alle concessioni autostradali». Balle, non esiste nessun divieto alla pubblicazione delle convenzioni. Anzi, la trasparenza degli atti della Pubblica Amministrazione va proprio nella direzione opposta, verso la conoscenza al cittadino dell’ attività in tutte le fasi della organizzazione pubblica. Queste leggi sì che sono state violate

di Stefania Pascucci
A quasi due settimane dalla tragedia del crollo del ponte autostradale di Genova, la famiglia Benetton ha deciso di rendere pubblici i documenti relativi alla convenzione che regola la concessione tra Stato e Autostrade per l’Italia in regime di monopolio dei 3 mila chilometri autostradali. La pressione della opinione pubblica e un nuovo governo eletto democraticamente dagli italiani hanno di fatto reso la strada obbligata agli azionisti di maggioranza trevigiani. Forse una spintarella verso un moto d’orgoglio gliel’hanno data anche i cortinesi che vedendosi in Corso Italia la sorelle ottantenne dei Benetton passeggiare tranquillamente l’hanno apostrofata con l’epiteto “vergogna”. Forse il fatto che il Pd non potrà più sostenere i Benetton come ha fatto fino al 22 febbraio di quest’anno con il governo Gentiloni. Il Secondo Atto (e ultimo) della concessione autostradale è stato infatti firmato dall’ex ministro Del Rio 10 giorni prima delle elezioni che hanno visto vincere il centro destra e il Movimento 5Stelle. Forse le parole dure (che hanno dato conforto ai familiari delle 43 vittime, di cui 4 bambini, e a milioni di italiani), pronunciate in tv su SkyTg24 dal vicepremier Luigi Di Maio contro i proprietari di Autostrade per l’Italia: «Possiamo dire agli italiani che facciamo ricostruire il ponte Morandi da chi gli ha ammazzato i familiari e i figli? No, certo», hanno inferto la mazzata finale sui Benetton che sono usciti dalla tana. Ma la verve non l’hanno persa, non c’è la resa. Continuano ad arrampicarsi sugli specchi per giustificare di fronte al mondo intero che la convenzione (e tutte le altre integrazioni fino al 2018) per la concessione autostradale andava coperta dal segreto di Stato da una parte perché (perché?) non esiste nessuna norma che afferma il contrario e dall’altra il “mercato” (in monopolio) andava protetto. Proteggere il mercato? Da chi? Dalla concorrenza! Per giustificare la segretezza degli atti amministrativi di quei documenti, la nota di Autostrade sottolinea che «nessuna norma interna o prassi internazionale prevede la pubblicazione di tali documenti relativi alle concessioni autostradali». In realtà non esiste nessun divieto alla pubblicazione delle convenzioni. Anzi, la trasparenza degli atti della Pubblica Amministrazione va proprio nella direzione opposta, ovvero verso la conoscenza al cittadino della propria attività in tutte le fasi. Ad essere state violate, invece, le leggi sulla trasparenza. E qualcuno, tanto per fare nomi e cognomi, i governi precedenti Prodi, Berlusconi, Renzi e Gentiloni, dovrebbe pagarne le conseguenze non solo in termini politici ma nel vero senso della violazione delle leggi a tutela del cittadino. Poi la frase sulla concorrenza è francamente ingenua, «Ciò anche per assicurare parità di condizioni sul mercato tra i vari operatori del settore, anche per il caso di nuove procedure di affidamento». Le norme che regolano il “mercato” sono quelle della conoscenza dei criteri e non del segreto di Stato. Troppi nomi politici, troppi Ponzio Pilato, troppe reticenze sulla questione della secretazione della convenzione con i Benetton non convincono. Emerge un quadro fosco rappresentato piuttosto da scambi di favori reciproci nel bel mondo della sinistra e pseudo tale, gare “cucite” ad hoc come un vestito e 43 cristi che muoiono mentre pensano di andare incontro alla felicità, pagando addirittura un pedaggio autostradale. Ignari, noi tutti, che la manutenzione era decisa da un gruppo famigliare del trevigiano, da quattro scienziati dell’università di Genova troppo timidi nel manifestare apertamente alla proprietà come doveva perentoriamente intervenire per la sicurezza del ponte autostradale Morandi, quello in cui si è consumata la immane tragedia. Gli extraprofitti erano l’obiettivo primario degli United Colors of Benetton e i funerali delle povere vittime un momento di dolore da evitare. Meglio stare rilassati in villa con piscina a Cortina d’Ampezzo.

Ecco il testo pubblicato in data 27 agosto 2018
Convenzione Unica con il Concedente (da ottobre 2012 Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, già ANAS S.p.A.), con gli atti aggiuntivi e tutti gli allegati vigenti

Per rispondere alle polemiche e alle strumentalizzazioni che dominano il dibattito pubblico sul tema, Autostrade per l’Italia rende pubblico e accessibile a tutti i cittadini il testo della Convenzione in essere con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (allora ANAS) approvata unitamente agli allegati dalla legge n. 101 del 2008, nonché i successivi Atti aggiuntivi e relativi Allegati. In questo modo la società rende noti tutti gli elementi che regolano la concessione, compreso il cosiddetto Piano Finanziario (allegato E) redatto ai sensi delle delibere CIPE. La gran parte di questi documenti era stata già pubblicata sul sito web del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 2 febbraio 2018, mentre la totalità dei documenti stessi era stata già resa disponibile nella scorsa legislatura (maggio 2017) ai membri della Commissione Lavori Pubblici del Senato per consultazione. E’ importante sottolineare che nessuna norma interna o prassi internazionale prevede la pubblicazione di tali documenti relativi alle concessioni autostradali. Ciò anche per assicurare parità di condizioni sul mercato tra i vari operatori del settore, anche per il caso di nuove procedure di affidamento.

http://www.autostrade.it/autostrade-per-genova

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