| categoria: spettacoli & gossip

VENEZIA CHIUDE CON L’OVAZIONE PER LEONE D’ORO CUARON

L’emozione appena contenuta del Leone d’oro Alfonso Cuaron, il regista messicano che proprio a Venezia nel 2001 con Y tu mama tambien aveva lasciato subito capire il suo talento, si è trasformata in un lungo applauso convinto di tutta la platea in Sala Grande: Roma, storia in bianco e nero ispirata alla sua famiglia, ha messo d’accordo tutti in questa 75/ma Mostra del cinema. «Ho immenso rispetto di voi – ha detto Cuaron rivolgendosi a Yalitza Aparicio, la fantastica tata Cleo, Nancy Garcia, Marina de Tavira – per il vostro coraggio e la grande generosità con cui avete rappresentato le donne che mi hanno cresciuto». Cuaron, rientrato a Venezia con i suoi figli, ha definito il film come un atto di «immenso amore per la mia famiglia e il Messico, come Guillermo sa – Del Toro, il presidente della giuria, messicano come lui, ndr. Per una coincidenza oggi è anche il compleanno della persona su cui si basa il personaggio di Cleo». Cuaron oltre alla giuria ha ringraziato anche il team di Netflix che ha prodotto il film e chissà che come da tradizione Venezia non lo porti dritto agli Oscar (con Gravity successe così). Emozione grande anche per Olivia Colman, la fantastica regina viziata Anna d’Inghilterra del triangolo lesbico The Favourite di Yorgos Lanthimos che ha tirato fuori un foglietto scritto in italiano dal marito con gli onori del caso e letto al microfono. Coppa Volpi (una strada verso la nomination?) in mano, l’attrice inglese è pronta a ripartire per il set della nuova stagione tv di The Crown in cui interpreta la regina Elisabetta II. La trepidazione dei premiati fa parte (oltre alla inevitabile quota noia) della cerimonia di chiusura di Venezia, quest’anno affidata a Michele Riondino, ma ci sono anche risvolti ‘politicì. Come quello della regista siriana Soudade Kaadan, Leone del futuro per l’opera prima Zouli, Il giorno che ho perso la mia ombra, «non un film sulla Siria ma una lettera d’amore: volevo raccontare la nostra storia con la nostra voce e con dignità», ha detto la 39enne. E della australiana Jennifer Kent, premio speciale della giuria per The Nightingale, «La forza delle donne è la più potente di tutto il pianeta, sono sicura che vedremo sempre più donne in questo settore, fate film se volete». Il protagonista maschile del suo film, Baykali Ganambarr (premio Mastroianni all’attore emergente), aborigeno della comunità Galiwinku, di una remota isola australiana, performer noto di danza e teatro, ha sottolineato la «veridicità di The Nightingale, che racconta il nostro passato, la storia di brutalità verso i nostri antenati e forse potrà aiutare a guarire il dolore delle nostre ferite». Il presidente della Biennale Paolo Baratta nel concludere la cerimonia, dichiarare chiusa Venezia 75 e dare appuntamento al 28 agosto 2019, ha dato il senso, in definitiva e al di là dei film che pure sono stati di grande livello, di questo festival: il rinnovato legame con i giovani: «Alla consegna del Leone d’oro a Cronenberg ho visto un mare di giovani teste e poi di giovani in piedi. Sembrava di essere in un aula magna di un liceo o di un’università. E questo è il futuro».

Ti potrebbero interessare anche:

Bieber annuncia il ritiro dalle scene, panico tra i fans
TV/ Vanessa Incontrada in cerca di un'altra vita su Rai1
Maria De Filippi: Attaccata da tutti, non faccio politica
TV/ Palinsesti Rai, Conti bis a Sanremo e tante voci tra conferme e novità
The Voice of Italy, per 14 talenti la gara continua
Francia, evacuato il palazzo del festival di Cannes: «Motivi tecnici»



wordpress stat