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Mafia a Fondi, otto arresti e sequestrata societa’ che opera nel Mof

eseguite 8 misure cautelari e sequestro preventivo delle quote e del patrimonio aziendale di una società che opera nell’ambito del Mercato Ortofrutticolo di Fondi. I carabinieri, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, hanno dato esecuzione tra Fondi, Terracina e Mondragone (Caserta) a 6 ordinanze di custodia cautelare (3 in carcere e 3agli arresti domiciliari) emesse dal gip presso il Tribunale di Roma nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, impiego di denaro di provenienza illecita, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio e intestazione fittizia di beni, commessi con l’aggravante del metodo mafioso (art. 416 – bis.1 del codice penale).

Nello stesso contesto si è inoltre proceduto al sequestro preventivo delle quote e del patrimonio aziendale di una società di trasporto, “La Suprema S.r.l.”.
Altre due persone non ancora rintracciate sono ricercate.

“I provvedimenti sono scaturiti da un’articolata attività d’indagine denominata “Aleppo” – spiegano i militari pontini guidati dal colonnello Gabriele Vitagliano – avviata sulla base di accertamenti compiuti dalla Tenenza Carabinieri di Fondi e proseguita, sotto la direzione della citata D.D.A. dal Nucleo Investigativo, che ha consentito di acclarare il controllo esercitato dalla famiglia D’Alterio sull’indotto del M.O.F., ottenuto anche grazie a radicati collegamenti con i clan camorristici casertani. In particolare, le investigazioni hanno consentito di accertare che il gruppo familiare capeggiato da Giuseppe D’Alterio alias “Peppe o’ Marocchino” ha esercitato un potere intimidatorio di tipo mafioso al fine di monopolizzare i trasporti da e per il M.O.F., imponendo anche una propria “tassa” ai movimenti effettuati dalle altre ditte”.

Inoltre secondo le accuse ha assunto il controllo della citata “La Suprema S.r.l.”, fittiziamente amministrata da prestanome ma di fatto gestita dai figli del citato D’Alterio, al fine di acquisirne i profitti eludendo le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniali;
ha minacciato un imprenditore della provincia di Viterbo per tornare in possesso di beni che il medesimo aveva acquistato a un’asta pubblica, dopo che erano stati sottratti agli stessi D’Alterio in esecuzione di una misura di prevenzione.

Per l’esecuzione dei provvedimenti sono stati impiegati 50 Carabinieri del Comando Provinciale, supportati da quelli della provincia di Caserta e da un velivolo proveniente da Pratica di Mare.

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