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FILO DI NOTA/ Case popolari, corruzione, indagini, arresti.Perché facciamo finta di stupirci

E’ la solita storia. Facciamo finta di stupirci, di scandalizzarci ogni volta che una notizia del genere finisce sui giornali per effetto di una indagine giudiziaria, poi archiviamo il tutto e continuiamo a vivere. Corruzione-Case Popolari, un accostamento storico per la capitale, un cancro che nessuno ha mai saputo o voluto combattere fino in fondo, debellare. Un paio di arresti e via, per una indagine partita addirittura nel 2015. Capita ovunque, certo, ma a Roma il fenomeno è massiccio, parte dai piani alti della amministrazione e finisce negli scantinati. Ogni giunta Comunale e Regionale che si insedia promette chiarezza e giustizia. Grandi proclami, impegni, promesse. Poi tutto si sfarina. Sopravvivono e prosperano le mafie e sottomafie locali, quello stretto, perverso intreccio di piccoli interessi di bottega per cui con poco tutto si aggiusta. I poveracci, quelli veri, restano in coda, in lista d’attesa, pagano per tutti. Non c’è logica, non c’è strategia nella azione di contrasto, nella azione di bonifica, nella pianificazione di un futuro nel quale questo tipo di corruzione non possa più trovare terreno fertile. Raggi e Zingaretti non appaiono diversi dagli altri, la burocrazia romana è quella che è, i dirigenti restano al loro posto, una realtà immutabile. Che i romani subiscono masticando amaro, ma non trovando la forza di opporsi, di reagire. Che l’Ater sia un carrozzone poco raccomandabile è cosa nota, ma trovare dei galantuomini disposti a sacrificarsi è sempre difficile. Che il Campidoglio, anche quello in salsa grillina, abbia le armi spuntate è fuor di dubbio. Roma affonda anche per questo. Dalle case ai rifiuti, dai rifiuti ai rom, alle diverse emergenze che strangolano la capitale. Questa deve essere la stagione degli sgomberi delle case occupate abusivamente, come chiede il ministro dell’Interno Salvini. Ma si procede senza entusiasmo e senza voglia, ogni ostacolo è buono come scusa, il meccanismo è farraginoso, confuso. Sempre di case si tratta, ma si è messo in piedi un sistema c omplicato. Nessuno ha le idee chiare. Nemmeno la magistratura, se è per questo

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