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Metronizadolo: a cosa serve?

metrozinadoloAntibiotico appartenente alla classe dei composti nitroimidazoli, il metronizadolo combatte le infezioni batteriche causate da Trichomonas vaginalis, infezioni da batteri anaerobici e da giardinasi. Metronizadolo S.A.L.F viene prodotto da Salf, Laboratorio Farmacologico operante dal 1921 nel proprio stabilimento di Cenate Sotto, nel bergamasco.

Vediamo in questa guida a cosa serve il metronizadolo, quali sono gli effetti indesiderati, avvertenze e usi.

Metronizadolo: usi farmacologici

Il metronizadolo venne scoperto intorno al 1950, e venne inizialmente utilizzato come antiprotozoario nelle infezioni da Trichomonas vaginalis. Con il progredirsi dei diversi studi clinici è stato evidenziato che il metronidazolo è indicato per combattere i bacilli anaerobi, come i Gram positivi quali i Clostridi e o Bacteroides.

Inoltre, questo principio attivo è indicato per il trattamento di infezioni gravi (setticemie, batteriemie) causate da i seguenti batteri Bacterioidesfragilis, Eubacteria, Fusobacteria e Clostridia.

Inoltre, il metronizadolo è indicato per curare gli ascessi cerebrali e pelvici, polmonite necrotizzante, osteomielite, febbre puerperale, peritoniti e infezioni che causano piaghe post-operatorie.

Metronizadolo: Avvertenze

L’assunzione di metronizadolo è sconsigliata per:

  • chi soffre di problemi al sistema nervoso (malattie del sistema nervoso centrale);

  • chi soffre di una qualsiasi patologia del sangue o del midollo osseo (discrasie ematiche);

  • le donne in stato di gravidanza o allattano al seno.

Il metronizadolo deve essere prescritto dal medico curante. Alcuni pazienti che hanno ricevuto trattamenti farmacologici a base di metronizadolo hanno segnalato casi di tossicità al fegato.

Una percentuale esigua di pazienti affetti dalla sindrome di Cockayne è deceduta. Per questo, il medico deve controllare frequentemente anche la funzionalità del fegato durante e dopo il trattamento con metronidazolo.

La sua assunzione deve essere sospesa nei casi di:

  • anoressia,

  • dolori allo stomaco,

  • nausea e vomito,

  • ittero,

  • febbre,

  • malessere,

  • urina scura.

Il medico valuterà se somministrare il metronizadolo a dosaggi ridotti nei casi di:

  • patologie epatiche severe;

  • funzionalità renale alterata.

Il medico può valutare la somministrazione di trattamenti farmacologici a base di metronidazolo ai bambini.

E’ inoltre bene evitare l’esposizione eccessiva al sole, in quanto aumenta la sensibilità della pelle.

Si ricorda che non altera la capacità di guidare veicoli e di utilizzare macchinari.

Metronidazolo: Effetti indesiderati

La somministrazione di metronidazolo può cagionare i seguenti effetti indesiderati:

  • dolori allo stomaco e all’intestino (turbe gastro-intestinali);

  • perdita di coordinazione muscolare (atassia);

  • mancanza di appetito (anoressia);

  • sonnolenza, vertigini, mal di testa (cefalea);

  • crisi epilettiche transitorie;

  • diminuzione del numero di globuli bianchi nel sangue (leucopenia);

  • formazione di macchie e irritazione della pelle (eruzioni cutanee);

  • diminuzione della libido;

  • problemi al sistema nervoso periferico (neuropatie periferiche).

Metronidazolo: interazioni con altri farmaci

Il metronidazolo può interagire con altri farmaci anticoagulanti orali utilizzati per ridurre la coagulazione del sangue.

Inoltre, l’uso del metronidazolo non è raccomandato se il paziente ha assunto Disulfiram, farmaco utilizzato nella cura dell’alcoolismo.

Come si assume il metronidazolo?

In genere i farmaci contenenti metronidazolo vengono somministrati per via orale sotto forma di compresse o di capsule da assumere 2-3 volte al giorno dai 7 ai 10 giorni.

In caso di necessità, il medico curante può valutare la possibilità di allungare il trattamento. La dose raccomandata è di 100 ml per infusione endovenosa ogni 8 ore.

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