| categoria: sanità

84 MILA ‘CAMICI ROSA ‘UNDER 50’, CRESCONO LE DONNE MEDICO

Antesignana fu la tv, con personaggi come la dottoressa Meredith Grey o l’italiana dottoressa Giò: quella del medico è una professione sempre più femminile. In Italia sono 84.121 le donne medico under 50, contro 55.405 colleghi uomini della stessa fascia di età. E se, nelle generazioni sino ai 49 anni, le donne sono ormai il 60%, in alcune fasce, come quella dai 35 ai 39 anni, quasi doppiano i colleghi maschi, essendo 19.213 contro 10.612, come dimostrano i dati elaborati dal Ced della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici). Si parlerà anche di quella che in gergo viene chiamata la ‘femminilizzazione della professione medicà nel Convegno «Passato e futuro del Ssn a quarant’anni dalla nascita» che, il 22 settembre a Venezia, presso la Scuola Grande di San Marco, aprirà la manifestazione Venezia in Salute #VIS2018. Il giorno dopo, «tutti a Mestre per gli stand in piazza e i due convegni rivolti alla popolazione, sui vaccini e sulle principali iniziative locali per far ‘guadagnare salutè alla popolazione», scrive la Fnomceo.
«Il cambiamento di genere della professione della professione medica implica la messa in atto di scelte strategiche e politiche che tengano conto delle mille sfaccettature della vita, non solo professionale, di una donna medico – spiega il vicepresidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Giovanni Leoni, che è anche presidente dell’Omceo di Venezia, organizzatore dell’evento – Occorre pensare a una turnistica rispettosa, a ritmi di lavoro che non rendano troppo penalizzante, per la vita personale, familiare e di relazione della professionista, la scelta di fare il medico». «Con queste percentuali, è molto probabile e anche auspicabile che, in un reparto o in un’equipe, vi possano essere più gravidanze in contemporanea – continua Leoni – Va fatta, dunque, una programmazione lungimirante delle sostituzioni, che devono essere pronte ed immediate, in modo da non penalizzare l’intera equipe che si troverà, altrimenti, a ranghi ridotti, ad affrontare un carico di lavoro rimasto invariato». «Auspichiamo, in un prossimo futuro, di poter dotare gli ospedali di asili nido – dice Leoni – Ora gli interventi più urgenti sono, però, sulla turnistica e sulle sostituzioni».
A Bari, nel corso della giornata del 13 settembre contro la violenza, è stata fatta una considerazione importante – dichiara il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli – non possiamo tacere che anche la violenza ha un genere, e che le nostre colleghe sono esposte in maniera quantitativamente e qualitativamente più grave alle aggressioni. In Puglia molte dottoresse sono costrette a farsi accompagnare durante i turni di guardia medica dal padre: questo è inaccettabile per un Paese civile. Dobbiamo mettere tutti i colleghi in grado di lavorare in condizioni di sicurezza». «Pochi giorni fa – conclude – l’Oms ha affermato che anche il miglioramento della salute e del benessere degli uomini è meglio garantito in presenza di un quadro di parità di genere e che il coinvolgimento degli uomini e la loro partecipazione in mansioni di accudimento (pagate e non pagate), la prevenzione della violenza contro le donne e la responsabilità condivisa in materia di salute riproduttiva sono interventi chiave per raggiungere traguardi globali sulla parità di genere e per accelerare il conseguimento di importanti obiettivi di salute. Occorre che la società a tutti i livelli lotti per questa parità, per il miglioramento del livello di salute».

Ti potrebbero interessare anche:

In ricordo di Francesco Marabotto
Oms, malattie mentali per un europeo su quattro
Pronto intervento infarto, app segnala defibrillatori più vicini
Morte in gravidanza, escluse responsabilità degli ospedali
Il fatturato di 10 gruppi privati nel 2014 raggiungeva quasi quattro miliardi
Epatite C, Italia in anticipo su obiettivi, mortalità giù del 65% entro 2022



wordpress stat