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L’Ocse taglia le previsioni di crescita dell’Italia. Di Maio, non si intrometta

3986257_1505_dimaio_jpg_pagespeed_ce_ukeOxwrFSkRIVISTE al ribasso le previsioni di crescita economica globale. La revisione arriva dall’aggiornamento di interim dell’Economic Outloook redatto dall’OCSE che vede una crescita globale ora al +3,7% sia nel 2018 che nel 2019. Si tratta di valori rispettivamente di 0,1% e 0,2% più bassi rispetto alle stime del maggio scorso. L’organizzazione con sede a Parigi ritiene che sia possibile che il picco di crescita globale sia ormai alle spalle (+3,8% nel 2017), mentre stanno aumentando i rischi al ribasso. “Un aggiustamento più rapido del previsto delle politiche monetarie nelle economie avanzate, o un aggravamento delle tensioni sul commercio potrebbero generale ulteriori pressioni sui mercati e sulle economie emergenti”.

Anche per l’Italia il PIL è indicato al +1,2% per il 2018. Valore di 0,2 punti percentuali più in basso rispetto alle stime del maggio scorso. L’OCSE, invece ha confermato al +1,1% la stima di crescita per il 2019. “In Italia è probabile una crescita più moderata – afferma l’organizzazione – con l’incertezza che grava sulle scelte di politica, il rialzo dei tassi di interesse e il rallentamento della creazione di posti di lavoro che frena la spesa delle famiglie”.

Il messaggio” dell’OCSE all’Italia è “molto semplice”, ha affermato la capo economista Laurence Boone, durante la conferenza stampa di presentazione dell’aggiornamento all’Economic Outlook. “Il passato Governo aveva portato avanti molte delle riforme indicate dall’OCSE come sull’industria. Queste riforme è il caso che proseguano – ha spiegato – perché in Italia il potenziale di crescita deve salire. La fiducia è vitale e quindi bisogna da un lato attenersi alle regole europee sul bilancio, dall’altro assicurare che la spesa venga indirizzata su capitoli che aiutano la produttività”.

Italia rischio per l’Ue. Alla domanda su quali fossero i rischi politici che potrebbero impedire all’Europa di prosperare Laurence Boone, risponde così: «il primo, è il Brexit. È molto importante arrivare ad un accordo che consenta di mantenere le relazioni più strette possibili tra Gran Bretagna e il resto dell’Ue. Poi – aggiunge – c’è quello che sta accadendo in Italia, dove la crescita è debole e il debito elevato. Bisogna assolutamente continuare le riforme lanciate dal governo precedente. E la spesa pubblica non deve servire a sostenere artificialmente la crescita con i consumi, ma puntare agli investimenti produttivi». «Infine – conclude – quando guardiamo tutta la zona euro, non ci sono stati molti progressi dalla realizzazione dell’Unione bancaria. È un peccato, perché tutto ciò che rafforza la sua integrazione consentirà di tirare la crescita dando fiducia ad imprese e investitori. E tuttavia, con l’approssimarsi delle elezioni europee, c’è il rischio che tutto ciò rallenti».

“Non cancellare la riforma Fornero”. «Quando parliamo di riforma delle pensioni, penso sia importante non disfare la riforma Fornero», aggiunge poi la capoeconomista dell’ Ocse, Laurence Boone, rispondendo a una domanda sull’Italia durante la presentazione dell’Interim Economic Outlook a Parigi. «Se si tratta di ridurre l’età pensionabile – ha affermato – sappiamo che questo non crea occupazione, non sono i giovani che rimpiazzano gli anziani». Inoltre, per Boone, sarebbe anche «ingiusto da un punto di vista di equità intergenerazionale, perché costa necessariamente di più alle finanze pubbliche ed è un fardello che si fa pesare sui giovani». «Terza cosa – ha concluso – nel periodo un pò incerto che stiamo vivendo, chi ha un pò di reddito, ha piuttosto tendenza a risparmiarlo, quindi non è nemmeno certo che serva ad accelerare i consumi». «L’ Ocse non deve intromettersi nelle scelte di un Paese sovrano che il governo democraticamente legittimato sta portando avanti. Il superamento della legge Fornero è nel contratto e verrà realizzato. Quasi due terzi degli italiani sono con noi. I burocrati se ne facciano una ragione. Siamo stati eletti anche per questo e manterremo l’impegno preso». Lo scrive su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio

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