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PONTE MORANDI: TRAFFICO E CODE, LA GENOVA TAGLIATA IN 2 DAL CROLLO DEL VIADOTTO

Lunghe code e un tempo stimato per attraversare la città da ponente a levante incerto mentre per mandare in tilt il traffico basta un banale imprevisto. È la Genova tagliata in due dal crollo di ponte Morandi dove, dal 14 agosto scorso, a collegare le parti ad est con l’ovest della città è rimasta solo la viabilità ordinaria. Un ora di viaggio circa: è il tempo che, secondo una stima media fatta dall’Adnkronos, si deve mettere in conto per spostarsi dall’estremo ponente genovese, ad esempio dai comuni di Arenzano o Cogoleto appena fuori Genova, fino al centro del capoluogo ligure. Trenta chilometri in tutto, di cui 12 su autostrada, in un tratto che prima richiedeva tempistiche tra i 15 e i 30 minuti, casello a casello. Mentre si attende di capire come risponderà il traffico con l’avvio del Salone nautico Internazionale, e questa mattina qualche rallentamento si è già registrato in centro in zona Foce vicino alla Fiera dove si svolge la kermesse, nella città che cerca di risollevarsi dopo il disastro si moltiplicano gli interventi degli enti locali che ‘si fanno in quattrò sul tema della viabilità. Traffico che nelle ore di punta diventa un groviglio di clackson e marmitte, odore di smog e vigili urbani con la mascherina che lavorano su turni infiniti per gestire la situazione, corsie incolonnate di auto e scooter accanto ad autoarticolati, giganti della strada, carichi di merci dirette in porto. Un porto che, per capirne le dimensioni, è il più grande scalo italiano per estensione e il primo del Paese per movimentazione container «con destinazione finale».L’ultimo intervento in ordine di tempo è stata l’apertura della nuova via Della Superba: a poco più di un mese dal 14 agosto scorso, Regione e Comune hanno dotato i mezzi pesanti di un percorso alternativo alla viabilità ordinaria, per ridurre rischio, sgravare il traffico urbano e separare i flussi. Il camminamento di oltre 5 chilometri, tutto in aree ‘a marè rispetto all’Aurelia (il percorso passa tra le aree Ilva e quelle dei terminalisti portuali, nella cosiddetta ‘Strada del Papà) è stato adeguato, asfaltato, messo in funzione in tempi da record per sopportare il traffico pesante e collegare il quartiere di Sestri, attraverso una viabilità parallela ma spostata verso mare, con i varchi portuali di lungomare Canepa, da ponente a levante e viceversa per chi esce dal porto. Da qui passeranno circa 500 camion al giorno. Ma per accedere all’imbocco a ponente il piccolo ponte di via Pionieri e Aviatori d’Italia, che scendendo dal casello di Aeroporto immette i camion nel nuovo percorso, una parte dei tir che ogni giorno attraversano la città dovrà attendere. Il ponte è stato interdetto, a pochi giorni dal taglio del nastro della nuova strada, ai mezzi sopra le 7,5 tonnellate per ragioni di sicurezza. Il viadotto di via Pionieri, oggetto di manutenzioni e verifiche strutturali, sarà pronto entro un mese, come garantito dagli enti locali, per separare i flussi definitivamente, su un percorso che rimarrà anche quando verrà ricostruito il nuovo ponte che sostituirà il Morandi.In mezzo resta la città che fa i conti con la nuova viabilità, e che a questa non è ancora del tutto abituata. E, se nonostante gli inviti a lasciare a casa il mezzo privato, per percorrere il tragitto da casa al lavoro dove prima occorrevano circa 10 minuti per 4 caselli autostradali – da Prà a Genova Ovest, in condizioni normali – ora può volerci più di un’ora.Sono soprattutto i quartieri del ponente città a farne le spese in termini di difficoltà estreme nella gestione del traffico.Il nodo più complesso? Quello di Cornigliano, diventato suo malgrado l’epicentro del traffico cittadino, con il casello di Aeroporto diventato il principale della città da quando, in mancanza del viadotto Polcevera, Genova Ovest – l’uscita autostradale centrale -serve unicamente la viabilità proveniente dalla A7, Milano e nord Italia, e A12, levante genovese e regioni limitrofe. In mezzo, insieme, auto private e mezzi pesanti, provenienti dal ponente e diretti verso il centro o in uscita dalla città, convogliate tra i quartieri di Cornigliano e Sestri Ponente dove la convivenza con il traffico diventa ogni giorno più complicata per i cittadini e anche per i commercianti con l’attività che affaccia sulla strada principale. «Ci sono pochissimi lassi di tempo – racconta Maurizio Foardi, gestore della tabaccheria di via Siffredi, sotto la rampa che scende dall’autostrada, in uno dei nodi più trafficati della città – in cui la strada è un pò più libera ma è quasi sempre congestionata. Incidenti ne vedo almeno due al giorno davanti al mio negozio. Io sto perdendo più del 50% dei miei incassi ordinari rispetto all’anno precedente, e sono tanti soldi. Ogni giorno sono tanti soldi che se ne vanno e non penso di essere l’unico in questa situazione, per tanti può essere il colpo di grazia».

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