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Tangenti in Algeria, assolti Scaroni e l’Eni. Condannati ex manager e mediatori

Il Tribunale di Milano ha assolto l’ex amministratore delegato dellEni e attuale presidente del Milan Paolo Scaroni, uno degli imputati per corruzione internazionale per il caso delle presunte tangenti pagate all’ex ministro dell’Energia algerino e al suo entourage in cambio di appalti per lo sfruttamento di giacimenti petroliferi nel Paese africano. I giudici hanno anche assolto anche Antonio Vella, manager di Eni, e lo stesso gruppo petrolifero italiano.

Il Tribunale di Milano, per la vicenda della presunta maxi tangente da 197 milioni pagata all’allora ministro algerino, ha condannato a pene dai 5 anni 5 mesi ai 4 anni e 1 mese gli altri imputati: tre ex dirigenti di Saipem Pietro Varone, Alessandro Bernini e Pietro Tali, e la partecipata di Eni (400 mila euro di multa), il presunto mediatore Farid Bedjaoui, Samyr Ouraied e Omar Habour. Disposta la confisca dei 197 milioni, prezzo della corruzione.

«E’ la stessa conclusione a cui era arrivato il Gup. Si è confermata una decisione di tre anni fa poi annullata dalla Cassazione per vizi di forma». Così il difensore di Scaroni, Enrico de Castiglione, ha commentato la sentenza. Il riferimento dell’avvocato è al fatto che in udienza preliminare il Gup di Milano Alessandra Clemente nell’ottobre 2015 aveva rinviato a giudizio solo una parte degli imputati, prosciogliendo – come accaduto oggi – l’Eni, Scaroni e Vella. Ma oi su ricorso della procura di Milano, la Corte di Cassazione aveva ribaltato quella decisione mandando a processo Scaroni, Vella e l’Eni, oggi assolti.

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