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AL VIA L’ASSEMBLEA ONU, SI CERCA SOLUZIONE PER LIBIA

– Trovare una soluzione per l’esplosiva situazione in Libia. Ma anche per porre fine alla tragedia della guerra civile in Siria. I leader mondiali hanno l’occasione per discuterne tutti insieme a New York dove martedì si aprono i lavori della 73/ma Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ma già nelle prossime ore i ministri degli esteri dell’Unione europea si riuniranno per fare il punto con gli inviati speciali dell’Onu nelle due aree di crisi, Ghassan Salamè e Staffan de Mistura. A questo primo appuntamento per l’Italia ci sarà il titolare della Farnesina Enzo Moavero, con il nostro Paese che sul fronte Libia è determinato a giocare un ruolo di primo piano nei colloqui. Il premier Giuseppe Conte, in arrivo al Palazzo di Vetro martedì, ha un’agenda fitta di appuntamenti, a partire da quello con il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres che è tornato a lanciare l’allarme per una tregua libica a rischio e già oltre 115 morti dall’inizio degli scontri di Tripoli scoppiati il 26 agosto scorso. Ma Conte, che interverrà in Assemblea mercoledì alle 20,30 italiane, vedrà anche il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi e avrà un delicatissimo incontro bilaterale con il presidente iraniano Hassan Rohani. Con quest’ultimo si parlerà di Siria e inevitabilmente delle tensioni tra Teheran e Washington, con l’Europa critica sullo strappo degli Usa ritiratisi dall’accordo sul nucleare iraniano. Il nostro premier può svolgere un ruolo di mediazione importante, visto l’eccellente rapporto nato col presidente americano Donald Trump. Con quest’ultimo non è finora previsto nessun faccia a faccia ufficiale, ma i due leader si ritroveranno per la prima volta insieme martedì in occasione del pranzo dei capi di stato e di governo offerto dal segretario generale Onu Guterres. Mentre, sempre in chiave Libia, un incontro bilaterale è già fissato tra il presidente americano e quello francese Emmanuel Macron. Il vertice dei ministri degli esteri della Ue servirà certamente a ricompattare il fronte europeo attraversato nelle ultime settimane da contrasti sulla Libia. Con la Francia che ha svolto un pressing forsennato per tenere elezioni nel paese nordafricano entro la fine dell’anno. Una proposta però bocciata da Roma e dagli altri paesi europei e naufragata al Consiglio di sicurezza dell’Onu, dove invece si continuano a chiedere maggiori sforzi per pacificare, stabilizzare e mettere in sicurezza la Libia prima di andare al voto. C’è poi l’ambizioso obiettivo dell’Italia di portare Trump alla conferenza sulla Libia che il governo vuole organizzare a metà novembre in Sicilia, probabilmente a Sciacca. Anche se ancora non ci sono un luogo e una data ufficiali. A margine dell’Assemblea Onu si continuerà quindi a lavorare dietro le quinte, con il ‘piano B’ che prevede l’invito alla conferenza del segretario di stato Usa Mike Pompeo. Tra gli altri appuntamenti più rilevanti della settimana al Palazzo di vetro due riunioni del Consiglio di sicurezza: mercoledì quella presieduta da Trump con al centro il dossier iraniano e giovedì quella presieduta da Pompeo sulla Corea del Nord. Grande attesa naturalmente per quello che dirà e farà il presidente americano (il cui intervento in Assemblea è previsto per martedì) determinato a ribadire davanti alla platea dei leader mondiali la centralità del dogma dell’America First. A margine dei lavori il tycoon incontrerà, oltre a Macron, il presidente della Corea del sud Moon Jae-in che gli riferirà sull’ultimo vertice con Kim Jong-un, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, il premier giapponese Shinzo Abe, quello israeliano Benyamin Netanyahu e quella britannica Theresa May.

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