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CI RISIAMO/ Berlusconi si candida alle Europee per salvare l’Italia

President of Italian party "Forza Italia" (FI), Silvio Berlusconi Silvio Berlusconi torna in campo candidandosi alle prossime europee per «salvare l’Italia» dai Cinque Stelle, «peggiori della sinistra, nemici della libertà e delle imprese». Nello stesso tempo attacca Salvini, definendo le sue uscite contro Forza Italia «sgradevoli». Critiche a cui il leader della Lega replica in serata su La7, dicendo che non ha tempo «per fare polemiche politiche». Quindi, pur esprimendo «rispetto» per il Cavaliere, aggiunge che intende andare in fondo per attuare il Contratto di governo stipulato con i Cinque Stelle: «Io ho tanti difetti ma su un punto non transigo: tengo sempre fede alla parola data e agli impegni presi». Dopo mesi di silenzio, Berlusconi, quindi, chiude a Fiuggi la kermesse di Antonio Tajani, la figura a cui affida il rilancio di Forza Italia, il Cavaliere assicura che vuole «fare sul serio» per aggregare attorno al centrodestra «l’altra Italia», quella dei moderati «che non votano più» o che hanno preferito «un voto di rabbia o di protesta». Parlando a braccio per quasi un’ora, bacchetta Matteo Salvini, per le sue punzecchiature di ieri quando parlò di intese «solo locali», con il partito azzurro. Al ministro dell’Interno, Berlusconi prima ricorda che il vertice del centrodestra «ha confermato in modo definitivo» la sua collocazione all’interno del centrodestra. Poi definisce le sue ultima uscite «non gradevoli e non accettabili». «Forse – è la spiegazione di Berlusconi – lo fa con la scusa di non far scoppiare un diverbio con gli alleati del M5s, quel diverbio che noi vogliamo che scoppi». Un intervento tutto a braccio, intenso, al termine del quale il leader di Forza Italia soffre un leggero calo di pressione, dal quale si recupera immediatamente. La strategia del Cavaliere è chiara, inserirsi come un cuneo nelle contraddizioni che esistono all’interno della maggioranza, spingendo la Lega sulle posizioni programmatiche di tutto il centrodestra, soprattutto ora che tra Lega e M5s aumenta la tensione sui contenuti della manovra. Quindi, picchia durissimo sulle proposte di maggiore spesa avanzate da M5S:«Se con la manovra alzassimo il deficit e l’Europa dovesse respingerla – ammonisce – sarebbe un disastro. E purtroppo da quello che sento, la Bce ritiene questo rischio molto elevato». Netta la difesa del ministro Tria, definito come uno che «tiene i conti a posto», mentre Di Maio pensa al Tesoro come «un bancomat per finanziare le sue promesse elettorali». Durissimo anche con Rocco Casalino: «In una democrazia dovrebbe starsene fuori con la valigia in mano». Parole che fanno irritare il premier Giuseppe Conte: «Berlusconi stia tranquillo. L’Italia è in buone mani, ci lasci lavorare», replica dalla provincia di Foggia. «Il capo di Mediaset – è la reazione piccata di Luigi Di Maio – ha fatto solo danni. La sua preoccupazione oggi come negli ultimi 20 anni non è per l’Italia, ma solo per le sue tv! Il suo tentativo di cercare ancora visibilità è ridicolo». Proprio di tv, in effetti, Berlusconi parla a Fiuggi, chiarendo per la prima volta in modo esplicito che in seguito a un provvedimento sui tetti pubblicitari «Mediaset chiuderebbe all’indomani

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