| categoria: Roma e Lazio

Atac non perdona, licenziata la Quintavalle, sindacalista scomoda

micaela-quintavalle10Dopo 128 giorni di sospensione cacciata dall’Atac la leader del sindacato M-410 Micaela Quintavalle. Era in divisa a Le Iene

Atac follia: dopo 128 giorni di sospensione e un procedimento civile già incardinato, la sindacalista che ha denunciato a Le Iene i bus che andavano a fuoco, è stata licenziata.
A dare notizia prima con un post, poi con un video commovente, è stata la stessa Quintavalle con una diretta video sulla sua pagina pubblica Fb la stessa dove ha combattuto cento battaglie per una maggiore dignità dei lavoratori.
Leader di un sindacato nato dal nulla, corteggiata dal Movimento Cinque Stelle quando era all’opposizione, soprattutto personaggio scomodo e poco controllabile, la Quintavalle sostanzialmente è stata licenziata perché è apparsa in televisione in veste di sindacalista, violando “il codice etico aziendale”. Da qui la vendetta dell’azienda che l’ha prima sospesa e ora licenziata, forte di una serie di provvedimenti disciplinari mai inerenti alla condotta in servizio, in numero tale da rappresentare un record. Insomma, una testa tagliata con la mannaia per mettere la sordina a un sindacato che non è mai stato riconosciuto e che ha messo in difficoltà le organizzazioni sindacali paludate che da sempre governano in ombra i processi aziendali.

Impossibile dimenticare Micaela Quintavalle manifestare in Campidoglio con l’attuale presidente dell’Assemblea Marcello De Vito. Sostenuta dal 5 Stelle, di lei si è parlato per una candidatura elettorale non solo a Roma Comune ma si vociferava anche per Camera o Senato. Cosa è successo? Semplice: il gioco delle correnti interne al Movimento ha dato un segnale ao “devitiani” ragion per cui l’appoggio politico è diventato un boomerang. Invisa all’assessore, al sindaco, al momento della sospensione la Quintavalle ha “vomitato” la sua rabbia contro il “governo del cambiamento”, lasciando campo libero all’azienda che ha armato la mannaia e le ha fatto cadere la testa. Un gesto voluto dall’Ad Simioni per riaffermare il suo totale controllo sulla società. IL processo è semplice: “Chi parla male di Atac viene licenziato”.

Queste le sue parole nel video: “Buongiorno stavo cercando il modo con cui comunicare, il posto freddo non mi appartiene. 128 giorni senza lavorare, sopravvissuta grazie a regali e donazioni Ora posso riprendere la mia vita. Penso di tornare a lavorare oppure chiedere la disoccupazione ed andare a cercare di laurearmi in 2 anni. Ovviamente fa male. E poi il giorno prima di un esame non è la cosa migliore ma ci sta. Si affronta tutto ma le cose serie sono altre, Non ho idea di quello che accadrà adesso, la legge lo permette e io impugnerò il licenziamento. Non ho altro da dire devo ancora metabolizzare e farlo alla svelta poi devio ripetere per l’esame di domani…
Addio ad Atac “Era giusto e doveroso farlo sapere con l’emotività con cui lo sto condividendo. Non mi appartiene essere fredda e schematica, mi dispiace non far più parte di Atac, è un lavoro che ho sempre onorato e un’azienda che ho amato e mi sono sempre mossa in difesa di azienda e lavoratori. E’ assurdo ma va bene così. Ancora grazie a tutti ai colleghi che mi hanno fato cambiar i turni, agli ispettori che mi hanno favorita per fare gli esami.Grazie anche ai semplici messaggini. Oggi sono lacrime, domani tornerò acciaio. Ciao Ragazzi

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