| categoria: editoriale, Il Commento

Da che parte sta il Quirinale?

Il carisma,la popolarità di Pertini sono uno sbiadito ricordo, Ciampi ha lasciato il segno ma anche tanti rancori, di Napolitano si discuterà a lungo. Mattarella non è ancora ben decifrabile. Grigio, prudente, sommesso, più che una parte politica sembra rappresentare un mondo, una cultura che gli italiani hanno dimenticato, rimosso. Nel bene e nel male ha fortemente condizionato l’evoluzione politica degli ultimi mesi e il suo scetticismo negli sviluppi che hanno portato alla crisi sempre più evidente con la Ue non è facilmente mascherabile. Si posso fare tutti i soliti discorsi di cornice, di routine, si può dire che tutti i soui atti e i suoi passaggi sono ispirati al più rigido rispetto della liturgia costituzionale, che il Colle agisce in difesa del popolo italiano, degli interessi comuni, ma le idee, l’inprinting del presidente ci sono tutti. Il governo giallo-verde lo ha subito, è lontanissimo dai suoi desideri e dalla sua opinione politica e oggi lo spaventa ancora di più. Siamo tutti spaventati da ciò che ci sta accadendo intorno e forse stiamo imboccando una brutta china. Non ci fidiamo più di niente e di nessuno, possiamo anche andare a fondo nel pieno rispetto delle regole e del dettato costituzionale. Ma non riusciamo più a capire quale sia la cosa giusta da fare. Ci piace il Salvini che butta a mare i migranti,ma non capiamo perché non riesca a fare il ministro dell’interno fino in fondo stroncando con le maniere forti quella delinquenza diffusa che spara in pieno giorno a Napoli e massacra le famiglie in villa. Ci piace l’idea che venga sconvolta la politica sulle pensioni e che si ridia dignità a chi ha già lavorato per 40 anni e non ne può più, ci può piacere anche il reddito di cittadinanza. Ma non il taglio – l’ennesimo – alla sanità e non la mancanza di una politica sociale efficace. Il rapporto con la Ue è un buco nero e l’opinione pubblica italiana non capisce fino in fondo quale sia il problema, non capisce perché dagli europartners vengano solo dicktat e divieti e mai un pizzico di comprensione. I giornali pontificano, ma non spiegano e l’europeismo forzato di facciata non convince più nessuno. Matterella ha paura del botto, la questione del debito è inquietante e i mercato impazziscono per la imprevedibilità italiana. Non è rassicurante il Colle nella sua condotta ma non lo è nemmeno il governo giallo-verde, confuso e insieme sicuro di sé, spavaldo ma anche pronto a gettare acqua sul fuoco delle frasi troppo ruvide e sprezzanti, siamo con la Ue o andiamo per conto nostro? Sforiamo, sono fatti nostri, ma che garanzie di farcela abbiamo? Il Colle ondeggia su questo, non accetta questo buttare il cuore oltre l’ostacolo tanto pagano gli italiani. Insomma, siamo ancora e sempre nei guai. Grossi. Ma i governi passati, quelli gestiti dai vecchi professionisti della politica e della economia non hanno salvato l’Italia, le ricette espresse con tanta saggezza non ci hanno fatto crescere, non hanno avviato la ripresa e fatto crescere i posti di lavoro. Dunque? Forse si devono cercare sul serio altre strade.

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