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L’Ifo celebra 10 anni di chirurgia robotica

A raccontare i successi ottenuti da questi 10 anni dall’Ifo e ad illustrare com’è cambiata la medicina negli ultimi 10 anni grazie alla ricerca scientifica e alle applicazioni della chirurgia robotica nelle varie specialità chirurgiche sono stati i protagonisti stessi di questa storia: i ricercatori dei due Irccs internazionali Regina Elena e San Gallicano, con i direttori scientifici Gennaro Ciliberto e Aldo Morrone e il direttore generale Ifo, Francesco Ripa di Meana. Presente anche l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato.

All’evento, dal titolo “10 anni di medicina e chirurgia tra presente e futuro”, è seguita l’inaugurazione alla mostra “Medicina 3.0: tra storia e innovazione”: 20 pannelli allestiti in collaborazione con ab medica, che raccontano l’evoluzione della medicina dall’800 ai giorni nostri e le applicazioni della chirurgia robotica nell’Istituto Regina Elena. Exhibit della mostra è uno dei primi “Carrello paziente”, componente operativo del sistema da Vinci composto da quattro braccia mobili e interscambiabili. La mostra è aperta a tutti fino al 30 ottobre.

“La sfida dell’innovazione all’IFO è prioritaria – ha dichiarato Francesco Ripa di Meana -. L’acquisto del secondo robot di nuova generazione è un progetto in attesa di finanziamento. Lo scorso anno è stato inaugurato il Cyberknife: robot radiochirurgico. Lavoriamo a tecniche diagnostiche per lo studio della mutazione genetica attraverso un prelievo di sangue: la biopsia liquida e stiamo pianificando in collaborazione con il Policlinico Gemelli l’implementazione un grande centro di protonterapia. L’IFO come realtà pubblica di eccellenza a Roma deve avere una visione prospettica al fine di introdurre le novità e standardizzarle e ottimizzarle. Questo soprattutto nell’interesse di ogni paziente che ha diritto alle cure più avanzate ed efficaci anche favorendo un ampia collaborazione con le imprese”. All’Ifo, ha detto Ripa di Meana, “puntiamo ad anticipare l’innovazione”.

La tecnologia in ambito medico ha rivoluzionato la salute e le prospettive di vita dell’umanità. I robot sono la sintesi di questa evoluzione: sono, e lo saranno sempre di più, l’estensione delle mani del chirurgo, l’amplificazione del suo sguardo e delle sue capacità.

“Importantissima è la collaborazione ormai decennale tra l’Istituto Regina Elena e l’University of Southern California”, ha spiegato Michele Gallucci, direttore urologia oncologica IRE. “Abbiamo formato – ha illustrato – un team d’eccellenza insieme a Inderbir Gill, della USC. Questo team ha operato insieme con un approccio sperimentale per la standardizzazione di procedure che oggi sono collaudate nel mondo e di routine al Regina Elena. Il robot è stato quindi utilizzato con obiettivi innovativi per la chirurgia più complessa. Oggi siamo molto attivi sul fronte della chirurgia robotica di salvataggio che è un trattamento emergente e di avanguardia, un approccio, mini-invasivo e in alcuni casi risolutivo. Ultimamente stiamo “testando” con successo l’intervento di Adrenalectomia parziale, ovvero di asportazione parziale del surrene, assistita da robot, che rappresenta la sofisticazione massima in tema di chirurgia robotica”.

“Sono stati fatti passi avanti cruciali in medicina – ha detto Alessio D’Amato, assessore sanità Regione Lazio – ma ora occorre un cambio di passo e guardare al Sistema Sanitario come risorsa e non come una spesa. I finanziamenti diminuiscono rispetto all’Europa ma siamo comunque competitivi. Occorre un finanziamento di oltre 2 mld e mezzo in più, anche se avvertiamo delle difficoltà e speriamo di superarle nel dialogo con il governo. Dobbiamo tornare ad investire nella sanità e nelle risorse umane. Nel Lazio abbiamo raddoppiato le borse di studio per la medicina generale ma è un tema da affrontare a livello nazionale”.

02 ottobre 2018
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