| categoria: sanità Lazio, Senza categoria

L’INTERVISTA/ Ruolo del Management nel Servizio Sanitario, una storia in tre atti tutta da spiegare

tanese Parla Angelo Tanese, direttore generale della Asl Roma 1

Il Ruolo del Management nel Servizio Sanitario. Una storia in tre atti, propone una riflessione originale sul ruolo del management in sanità, a quarant’anni dall’istituzione del Servizio Sanitario e oltre venti dalla nascita delle aziende sanitarie. Il testo ci accompagna in un viaggio all’interno del Sistema Sanitario Nazionale e della sua evoluzione per ricostruire, con uno stile narrativo e nitido, luci e ombre della riforma introdotta dal D.Lgs.502/92. Nel volume si individuano tre fasi, come tre “atti” di un’unica pièce: la prima ci ricorda il clima di entusiasmo e di aspettativa che ha caratterizzato i primi passi delle aziende sanitarie nella seconda metà degli anni Novanta con la trasformazione delle USL in aziende e l’affermarsi sulla scena istituzionale della figura del Direttori. La seconda fase ha visto invece, nell’ultimo decennio, una progressiva messa in discussione dell’autonomia delle aziende sanitarie e quasi una delegittimazione del management, in anni difficili caratterizzati da spinte neocentraliste e piani di rientro. Angelo Tanese, direttore generale della Asl Roma 1, intravede ora la possibilità di un terzo atto ancora tutto da scrivere e al quale guardare senza anacronistiche fascinazioni per situazioni del passato, in un mondo che è cambiato e che oggi apre nuovi spazi di azione e chiama il management del Servizio Sanitario a un nuovo ruolo. Ne deriva un libro – pubblicato da Enea e presentato nei giorni scorsi – che coniuga la riflessione teorica con l’esperienza e propone un ragionamento utile per chi opera nel mondo della sanità.

Dott. Tanese perché lei sostiene che siamo all’inizio di una terza fase dell’aziendalizzazione? Quali scenari si intravedono?
Perché il Servizio Sanitario in questi ultimi durissimi anni ha dimostrato di avere all’interno una grande capacità di reagire alla crisi, riportando il sistema a un equilibrio finanziario che sembrava impossibile. Per questo oggi occorre investire sull’innovazione e sullo sviluppo, ma non è solo un problema di risorse, comunque necessarie; è il momento di riportare al centro del dibattito la nostra capacità di gestire la complessità e di guidare il cambiamento attraverso figure manageriali competenti e capaci. Le aziende sanitarie sono organizzazioni sempre più grandi e chiamate a realizzare nuovi modelli di assistenza e di organizzazione dei servizi. Sfide che richiedono una classe dirigente in grado di generare visioni, assumere decisioni, costruire relazioni di fiducia. La terza fase deve evitare gli squilibri del passato in cui siamo passati in poco tempo da livelli di autonomia locale non governati a forme esasperate di controllo centralistico. E’ arrivato il momento di restituire alle aziende e al management un ruolo centrale, ma con una responsabilità che non investe solo i Direttori Generali ma deve coinvolgere altri ruoli manageriali oltre che un forte management di sistema a livello regionale.
Come scrive il prof. Borgonovi nella prefazione al testo “I fenomeni sociali possono essere analizzati sulla base di due diverse prospettive ed esperienze: quella dello studioso e ricercatore e quella di chi è stato soggetto attivo del fenomeno” lei in che ruolo si sente?
Ho iniziato oltre vent’anni fa la mia attività professionale nella ricerca e mantenuto sempre un piede in Università ma poi ho scelto progressivamente un maggiore impegno sul campo perché gestire processi di cambiamento nel settore pubblico lo trovo esaltante. In questi ultimi anni ho affrontato la fusione di tre grandi aziende sanitarie (ACO San Filippo Neri, ASL Roma E eASL Roma A) e il mio punto di vista è oramai quello di chi è soggetto attivo del cambiamento e non di chi lo osserva dall’esterno. Ma coniugare l’esperienza con la riflessione è fondamentale, portando avanti l’impegno quotidiano con una visione che dà prospettiva al cambiamento e motiva le persone intorno a un progetto. Il management sanitario, in questa terza fase, deve orientare il sistema alla tutela dei cittadini coinvolgendo tutti gli attori e affrontando le incertezze. Come dice anche Borgonovi non dobbiamo cercare di gestire la complessità, ma possiamo imparare ad agire nella complessità.
Si naviga nella tempesta, quindi, come la foto nella copertina del libro?
Ho scelto l’immagine di un dipinto di metà Ottocento di Ivan Konstantinovič Ajvazovskij dal titolo “Nave nel mare in tempesta” perché ci porta a guardare al di là della nave che lotta contro la furia del mare, a leggere l’audacia di chi non indietreggia davanti ad un avversario più forte e apparentemente sconfinato. Ho voluto fortemente questa rappresentazione perché la perizia tecnica con cui è stato realizzato il quadro fa perdere alla scena il senso della drammaticità. L’imbarcazione si piega sotto l’impeto del vento ma non viene inghiottita dalle onde, mantiene un equilibrio, la perfezione del tratto inganna lo sguardo, e ci consegna la speranza della quiete in un approdo sicuro. Questo vale anche per il management in sanità: la formazione e l’esperienza sul campo, la creatività accompagnata dal realismo, la motivazione unita alla condivisione sono la nostra unica condizione di successo. I rischi sono spesso alti ma vale la pena crederci e essere ottimisti

Ti potrebbero interessare anche:

Il degrado di Fontana di Trevi, uno shock per i turisti. Ma i vigili....
GIAMAICA/ Star del reggae Vybz Kartel giudicato colpevole di omicidio
Assenteismo in ufficio, arrestati sette dipendenti comunali nel Ternano
L'Ungheria sfida Bruxelles e cerca l'indipendenza: a ottobre il referendum sui migranti
Manovra, ok dalla Camera. Renzi: 30-50 euro per le pensioni più basse
INI Grottaferrata presenta il nuovo Centro Obesità



wordpress stat