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NIKKY HALEY LASCIA ONU, MA ESCLUDE CORSA A CASA BIANCA

L’ambasciatrice Usa all’Onu Nikki Haley, una dei ‘falchì e delle voci più forti dell’ amministrazione Trump, ha annunciato a sorpresa che si dimetterà a fine anno per prendersi una pausa dopo otto anni «intensi»: sei in South Carolina, dove è stata la prima governatrice donna e la più giovane nel Paese, e due al Palazzo di vetro, che l’hanno consacrata nel firmamento della politica americana. Dopo uno scoop del sito Axios, lo ha confermato lei stessa in una conferenza stampa nello studio Ovale insieme al presidente. «Credo nel limite dei mandati. Penso che bisogna essere abbastanza altruisti per capire quando farsi da parte per consentire a qualcun altro di fare quel lavoro», ha spiegato l’ambasciatrice, una delle poche donne dell’amministrazione. «Non ho piani per il futuro ma non correrò per la Casa Bianca nel 2020, farò campagna per Trump», ha poi assicurato, smentendo i rumors di ambizioni presidenziali. «È la persona più onesta che conosca, non credo che lo farebbe», ha osservato Trump. Ma non tutti ne sono convinti. Secondo chi la conosce bene, la Haley punta alla Casa Bianca e si sarebbe dimessa per avere le mani libere e cominciare a scaldare i motori nel 2019. Il suo sogno sarebbe quello di riuscire con i repubblicani dove ha fallito Hillary Clinton con i dem: diventare la prima donna presidente degli Stati Uniti. Un articolo dello scorso marzo sul magazine Foreign Policy, intitolato ‘Candidate Haley’, la ritraeva come «una politica al dettaglio che sta trasformando la diplomazia Onu in un ticket per la Casa Bianca». Del resto ha molte carte da giocarsi: la giovane età (46 anni), l’essere donna e figlia di immigrati indiani, carisma e forte popolarità, esperienza e alto gradimento nel partito. «È stato l’onore di una vita», ha ringraziato la Haley, ricordando che ora «gli Usa sono rispettati nel mondo» e hanno una politica dove alle parole seguono i fatti. «Per me è stata speciale, ha fatto un lavoro incredibile, è una persona fantastica. Insieme abbiamo risolto molti problemi», ha ricambiato il tycoon, che si è rammaricato per la perdita sperando che «un giorno possa tornare in un ruolo diverso», a sua scelta. Il presidente ha rivelato che la Haley gli aveva confidato già «sei mesi fa che voleva un break». E ha promesso che nel giro di 2-3 settimane nominerà il suo successore. «Ci sono molte persone interessate», ha assicurato. Poco dopo ha annunciato che una delle persone che certamente prenderà in considerazione è l’ex vice consigliera per la sicurezza nazionale (ed ex dirigente Goldman Sachs) Dina Powell. La figlia-consigliera Ivanka «sarebbe dinamite» all’Onu, «nessuno al mondo è più competente di lei» ma l’ha scartata perchè «verrei accusato di nepotismo». Tra i papabili, secondo i rumors, anche il controverso ambasciatore Usa in Germania Richard Grenell, che ha passato otto anni alla missione americana presso le Nazioni Unite. Ad indurre la Haley ad abbandonare la barca ci sarebbero comunque altri fattori. Il primo è che, dopo l’arrivo di Mike Pompeo come segretario di Stato e di John Bolton come consigliere per la sicurezza nazionale, la sua visibilità e la sua voce in politica estera si erano indebolite. Il secondo è che l’ambasciatrice aveva avuto più di una divergenza con l’amministrazione Trump: dalla Russia, dove un suo annuncio sulle sanzioni era stato bollato come prematuro dalla Casa Bianca, ai rifugiati e al valore dell’Onu stesso. Anche sulle donne che accusavano Trump di molestie aveva preso le distanze dall’amministrazione, sostenendo che «devono essere ascoltate».

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