| categoria: Roma e Lazio

PD LAZIO,SARÀ CORSA A TRE PER LA SEGRETERIA REGIONALE

Alla fine sarà corsa a tre per la segreteria del Pd Lazio. A contendersi il posto di Fabio Melilli al Congresso regionale dei democratici saranno il deputato Claudio Mancini, il senatore Bruno Astorre e – candidatura consegnata stasera in extremis – il vicepresidente del II municipio Andrea Alemanni. Nicola Zingaretti, il presidente della Regione Lazio candidato a sua volta alla segreteria nazionale del partito, non ha un ‘suò candidato – tutti e tre gli aspiranti segretari regionali l’hanno voluto sottolineare. È in buoni rapporti comunque con l’Areadem di Dario Franceschini, che nel Lazio è incarnata da Bruno Astorre, uno dei leader indiscussi del consenso soprattutto in provincia di Roma; su Astorre potrebbe confluire anche l’area vicina all’ex premier Paolo Gentiloni. Lo storico dalemiano Claudio Mancini, invece, può contare sul sostegno di Matteo Orfini, che ieri non a caso era in prima fila alla presentazione della candidatura insieme a Luciano Nobili, renziano di ferro della Capitale. A sostegno di Mancini anche la componente di Fioroni e Gasbarra, ma non quella di Francesco De Angelis, influente dirigente ciociaro tornato nella galassia di Nicola Zingaretti. E poi c’è la candidatura del trentasettenne Andrea Alemanni, vicino ad Angelo Rughetti e Matteo Richetti. Un outsider che potrebbe sparigliare le carte, rendendo la partita per la segreteria del Lazio tutta da giocare sul piano tattico. Le primarie si terranno infatti il prossimo 25 novembre, e se nessuno dei candidati otterrà il 50 per cento più uno delle preferenze – obiettivo sulla carta più difficile con tre candidati in campo – saranno i 200 delegati in Assemblea a incoronare il nuovo segretario. Più della metà dei delegati (106) sono però espressi da Roma – 46 la provincia della Capitale, 17 Latina, 15 Frosinone, 11 Viterbo e 5 Rieti – cioè lì dove gli orfiniani di Mancini si sentono più competitivi. Il match, insomma, si gioca perlopiù su Roma e non sembra un caso che tutti e tre i candidati abbiano messo l’accento, presentando le loro candidatura, sull’opposizione al Campidoglio di Virginia Raggi: «Facciamo una grande manifestazione – ha detto ieri Mancini – Roma è gestita da schifo». «Nella Capitale il malgoverno è sotto gli occhi di tutti – ha rincarato oggi Astorre – tutto ciò che lo denunci non può trovarmi che d’accordo». «Io – ha aggiunto stasera Alemanni – sono un amministratore a Roma, le mie manifestazioni le faccio con gli atti amministrativi».

Ti potrebbero interessare anche:

UNA POLAROID PER IL SINDACO/Progetto casa alla Stazione Termini
Mafie, triplicano nel Lazio le minacce agli amministratori pubblici: al sesto posto in Italia
GABRIELLI/ Sicurezza a Roma, «Quattro zone ad alto rischio»
Zingaretti rompe gli indugi: mi ricandido nel 2018
"Un'Italia liberal", Renzi e lo stato maggiore del Pd nel week end a Bagnoregio
Meleo: «Ecopass entro il 2020, no al pedaggio sul Gra»



wordpress stat