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Rapporto Asvis sulla salute italiana, talloni d’Achille: prevenzione, disabilità e sprechi

Migliora la salute degli italiani ma, secondo il Rapporto ASviS 2018, permangono critiche le disuguaglianze, la cultura della prevenzione, le disabilità e gli sprechi. E l’Alleanza propone un Decalogo sulla salute

Il Rapporto ASviS 2018 registra miglioramenti nel Goal 3 in Italia, soprattutto grazie alla riduzione dei tassi di mortalità, degli incidenti stradali e della percentuale di parti cesarei. A livello territoriale, l’unica regione che peggiora rispetto ai livelli del 2010 è la Valle D’Aosta.

Il focus dell’attività legislativa italiana dell’ultimo anno è stato su prevenzione, governance sanitaria e disabilità. L’attenzione dell’opinione pubblica è stata attratta dalla questione della copertura vaccinale per i bambini in età scolare. L’atto governativo recente più importante rispetto all’attuazione degli SDGs riguarda l’insediamento nel gennaio 2018, presso il Ministero della Salute, di una task force nazionale per il supporto alle politiche ambientali.

Secondo l’Alleanza, per migliorare ulteriormente la salute in Italia bisogna passare dalla prevenzione tradizionalmente intesa alla “promozione della salute” promossa dalla Carta di Ottawa, di cui le componenti ambientali e sociali rappresentano i pilastri fondamentali. Per promuovere una visione olistica del benessere e della salute, l’ASviS propone un “Decalogo sulla salute”, che è basato su indicatori di valutazione dei risultati raggiunti e che contiene proposte disegnate su misura sull’Italia, dove le criticità più importanti in ambito sanitario riguardano le disuguaglianze, la prevenzione nel senso appena indicato, l’integrazione dei servizi sanitari e socio-sanitari sul territorio, la cura a lungo termine per i cronici e i disabili, la lotta agli sprechi e lo sviluppo di una cultura della salute diffusa e consapevole.
FOTO ASVIS _GOAL 3 REGIONI ITALIA

Gli indici compositi elaborati dall’ASviS mostrano per il Goal 3 un netto miglioramento rispetto al 2010 nella maggior parte delle regioni italiane, grazie alla diffusa diminuzione del tasso di mortalità, degli incidenti stradali mortali e della percentuale di persone che dichiarano di fumare o di bere alcol. L’unica regione in peggioramento è la Valle D’Aosta.

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