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I furbetti del cartellino alla Asl di Viterbo, indagati al dipartimento di Salute Mentale

P1290322di WANDA CHERUBINI

VITERBO – Tre medici ed un assistente sociale del Servizio del servizio di Salute Mentale della Cittadella della Salute hanno ricevuto dal gip del tribunale di Viterbo le misure cautelari interdettive della sospensione dell’esercizio di attività sanitarie al servizio di strutture sanitarie pubbliche (sospensione da 6 a 10 mesi). E’ questo il risultato delle indagini condotte dal nucleo operativo dei Carabinieri, coordinati dal Pm Franco Pacifici. Gli indagati, devono rispondere, a vario titolo, dei delitti di cui agli arti.640 n.1, 61 n.9 del c.p. e articolo 55 quinquies del D.lgs 30 marzo 211 n.165 (truffa aggravata e falsa attestazione in servizio).

Il provedimento cautelare, emesso ieri, 11 ottobre, che segue di pochi giorni uno analogo, adottato sulla base di risultanze investigative del Nucleo dei Nas, scaturisce dalle indagini avviate nel dicembre 2017 dal nucleo investigativo e dirette dalla Procura di Viterbo. All’epoca l’attenzione degli investigatori venne attirata da un dipendente della Asl, in servizio presso il dipartimento di Salute Mentale di Viterbo, che quotidianamente, dopo aver timbrato il proprio badge, attestando falsamente di essere in servizio, si allontanava dalla sede di lavoro, espletando solo incombenze di carattere personale, come quello di recarsi, la maggior parte delle volte, presso le terme di acqua sulfurea. Gli accertamenti, portati avanti in stretta sinergia con la Asl, venivano estesi su altri dipendenti del dipartimento di Salute Mentale. Emergeva così che alcuni medici ed operatori sanitari si allontanavano arbitrariamente dalla sede di servizio per attendere ad impegni di carattere personale. Il gip di Viterbo ha così emesso la misura interdittiva, pur escludendo, in capo ad uno degli indagati, responsabile di una struttura complessa, il delitto di truffa aggravata, in quanto non tenuto ad osservare un orario di lavoro, ritenendo sussistere solo quello della falsa attestazione in servizio.

L’indagine ha riguardato altri operatori sanitari, iscritti nel registro degli indagati, sul conto dei quali sono in corso ulteriori accertamenti.

Questa mattina, presso la Procura di Viterbo, il Procuratore Paolo Auriemma, insieme al pm Franco Pacifici, al comandante del comando provinciale dei Carabinieri, Col. Giuseppe Palma, al Maggiore Marcello Egidio comandante del nucleo investigativo del reparto operativo dei carabinieri ed all’appuntato Giulio Spaziani, hanno ripercorso le indagini svolte per giungere a questa misura interdittiva.

Il Procuratore Auriemma ha tenuto a specificare come l’ufficio della Procura insieme a quello di polizia giurisdizionale, in questo caso i Carabinieri, vogliano dare anche una determinata continuità di lavoro su alcune problematiche sociali che hanno a che fare con reati. Il progetto organizzativo del legislatore prevede la costituzione di un ufficio che ha nelle proprie priorità attenzioni a particolari tipi di reati, tra cui questo, oggetto della conferenza di questa mattina. “E’ un approdo ed una tappa- ha affermato Auriemma – Ci sono stati in passato provvedimenti analoghi a questo, tutti provvedimenti penali. Abbiamo avuto dal Gip tre provvedimenti diversi in un anno che riguardano problemi di questo tipo. Sono criticità a cui la Procura dà particolare attenzione. Questa attenzione di certo non finirà oggi e le indagini proseguono”.

Il Procuratore Auriemma ha ancora aggiunto: “Nel corso delle indagini abbiamo attestato una dedizione al lavoro di tanti operatori sanitari che fanno il loro dovere e più del loro dovere con spirito di abnegazione. Non è, quindi, un’accusa alla mala gestione di un ospedale o della Asl la nostra. A fianco poi di questi operatori sanitari c’è una direzione sanitaria attenta a questo problema. I numeri di coloro che sono consapevoli dei propri compiti e che svolgono regolarmente il proprio lavoro sono infinitamente superiori rispetto a quelli di coloro che risultano avere violato le norme”.

Il dott. Pacifici ha evidenziato come ci sia voluto un tempo abbastanza lungo per le indagini tecniche, effettuate con le videocamere e per i relativi riscontri documentali e la redazione degli stessi da parte del Maggiore dei Carabinieri Egidio.

Pacifici ha evidenziato come sia stato più complesso l’intervento presso la guardia medica di Vetralla dove ci sono state delle vere denunce da parte degli utenti ancora al vaglio della Procura. Per quanto riguarda il dipartimento di Salute Mentale della Asl di Viterbo, dalle telecamere si è passati poi alle segnalazioni, pedinamenti da parte dei Carabinieri per acquisire le documentazioni in collaborazione con la Asl per verificare se questi operatori sanitari erano fuori per lavoro o meno. Un provvedimento complesso perchè ha visto un’indagine su decine e decine di persone che timbravano il cartellino. “Calcolando tutte le tre indagini svolte, il numero di persone che hanno a loro carico gravi indizi di reato sono circa 20/25 in totale, quando i dipendenti della Asl sono 3 mila”– ha affermato Pacifici.

Il Comandante dei Carabinieri Palma ha sottolineato come oltre a fronteggiare i cosiddetti crimini, questa attività ha voluto rivolgere particolare attenzione agli illeciti diversamente qualificati che hanno visto il coinvolgimento di altre categorie di persone.

Il Maggiore Egidio, che ha condotto materialmente le indagini sul territorio, ha evidenziato come l’attività sia andata avanti per lungo tempo in modo molto meticoloso con una collaborazione leale e trasparente con la Asl di Viterbo, volta a mettere fine a questo malcostume.

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