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Viadotti A24-A25, il ministero: «Strada dei Parchi limiti traffico pesante»

A due giorni dalle preoccupanti parole del ministro Toninelli che ha definito allarmanti le condizioni di alcuni dei piloni dei viadotti dell’A24 e dell’A25 arriva il primo effetto pratico: il ministero dei Trasporti ha infatti prescritto la «limitazione del traffico pesante» sui suddetti tratti autostradali. Non solo: è verosimile, scrive il Mit, l’ipotesi che al primo maggio 2019 le autostrade A24 e A25 non saranno in regola», con l’obbligo di adeguare entro il 30 aprile le 54 gallerie, considerando che «l’esecuzione dei lavori non sia compatibile con il tempo residuo».

«Particolare attenzione» nella «regolamentazione del transito dei veicoli pesanti», in particolare su 8 viadotti «che, come dimostrato nelle verifiche di sicurezza, inducono sollecitazioni critiche specialmente agli impalcati e alle solette», sulla A24 e A25. È una delle 5 prescrizioni contenute nella relazione firmata dal dirigente del Mit, Placido Migliorino, e consegnata a Toninelli, e alle quattro prefetture abruzzesi, rivolte alla concessionaria Strada dei Parchi. La relazione altro non è che il documento sulle risultanze delle ispezioni ministeriali e del successivo carteggio in contraddittorio inviato da Strada dei Parchi Spa, concessionaria delle autostrade abruzzesi e laziali A24 e A25, sulla sicurezza statica e sismica dei viadotti.

Il Mit nella relazione, in merito alla regolamentazione del transito dei tir, «ritiene adeguata l’estensione, a tutti i viadotti ispezionati dell’ordinanza n.21/2017 emessa dalla società Strada dei Parchi per regolamentare il transito dei mezzi pesanti su 8 viadotti (della Noce, Cannuccette, Santo Stefano, Pietrasecca, Pié di Pago III, Fiume Salto, Valle Orsara, Fornaca)».

Il Mit ritiene anche che la società possa attivarsi su altri quattro adempimenti minimali: che effettui prove di carico su scala reale (almeno su un viadotto di quelli ispezionati) al fine di accertare lo stato tensionale indotto nelle strutture esistenti dai carichi di esercizio, confrontando tali risultati con lo stato tensionale riportato nelle verifiche di sicurezza, di cui si è discusso in precedenza; monitori le deformazioni degli impalcati sotto l’azione di carichi di esercizio definendo le soglie di allerta che precludono allo Stato Limite di Esercizio dell’infrastruttura; condivida con gli Enti Territoriali competenti Prefetture, Polizia Stradale, Protezione Civile, Anas, Comuni, ecc.) specifico «Piano di Gestione Emergenze» da attivare nel caso di superamento delle soglie di allerta definite al punto precedente; e sul monitoraggio sismico «consistente»: installazione di accelerometri in aree su cui insistono alcuni viadotti significativi; installazione di adeguata strumentazione tale da poter misurare gli spostamenti, le deformazioni e lo stato tensionale indotto dal sisma, in detti viadotti significativi; back-analysis che consenta di codificare la risposta sismica dell’opera.

«A tal proposito si ribadisce l’ormai improcrastinabile urgenza di eseguire specifici interventi di adeguamento», scrive il dirigente nella relazione. Il Mit chiede anche che si «approfondisca con gli Enti Territoriali competenti la proposta del ‘sistema di allerta sismicà mappando preliminarmente le infrastrutture A24 e A25, in maniera da individuare le aree di minore pericolosità sismica dove eventualmente poter far confluire il traffico autostradale in presenza di sisma».

«Le valutazioni tecniche sulle relazioni di Strada dei Parchi a seguito delle visite ispettiv – si spiega nel documento del Mit -, non possono considerarsi esaustive della revisione proposta dal Consiglio superiore dei lavori pubblici – alla luce delle nuove norme tecniche emanate nella circolare dallo stesso Consiglio superiore nel 2018 (ndc) – ma solo preliminari per individuare eventuali interventi di mitigazione nelle more che sia esercitata la revisione tecnica complessiva di che trattasi, da eseguirsi a cura dei revisori nominati da codesta Direzione generale».

«È verosimile l’ipotesi che al primo maggio 2019 le autostrade A24 e A25 non saranno in regola», con l’obbligo di adeguare entro il 30 aprile le 54 gallerie, considerando che «l’esecuzione dei lavori non sia compatibile con il tempo residuo», si legge inoltre nella relazione tecnica di Migliorino secondo il quale dovranno essere individuati norme apposite per mantenere in esercizio l’infrastruttura. «In caso contrario potrebbe essere necessario interdire le tratte interessate da queste gallerie». Nel documento si esaminano le risultanze delle ispezioni ministeriali e del successivo carteggio in contraddittorio inviato da Strada dei Parchi Spa, concessionaria delle autostrade di Abruzzo e Lazio A24 e A25, sulla sicurezza statica e sismica dei viadotti. Il dirigente Migliorino sottolinea che «recentemente la competente commissione permanente Gallerie ha approvato i progetti esecutivi dei relativi interventi di adeguamento».

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