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Confindustria giovani scarica il governo giallo-verde: rischiamo un futuro spazzatura

Con il «conto salato» di una manovra che conta su una crescita «per nulla» scontata, avverte il leader dei Giovani di Confindustria Alessio Rossi dal tradizionale convegno di Capri, più che la procedura Ue il rischio è che «a punirci ancora più duramente siano i mercati». «Allora vogliamo essere noi giovani ad aprire una procedura di infrazione nei confronti del Governo per eccesso di cambiali in bianco – dice -. Non vogliamo rischiare un vero e proprio declassamento del rating generazionale: il nostro futuro rischia di diventare un titolo junk. Aprono un confronto incentrato soprattutto sull’Europa, i Giovani di Confindustria: tema al centro dell’appuntamento di ottobre a Capri degli industriali under40. Una Europa che «é la nostra assicurazione sul futuro» e «non può diventare armamentario da campagna elettorale». Avvertono che «sulle paure del’Italia, un Paese affaticato e privo di fiducia, pesano più di tutto due fenomeni che si sono trasformati in tornanti della storia, cambiando la percezione dell’Europa negli italiani: la risi economica e i flussi migratori». Se «da tutte le parti sentiamo dire: basta con questa Europa», dice Alessio Rossi, «Allora pensiamo alla prossima Europa». E «senza alcuna nostalgia di lire e dogane». È anche in chiave europea che si impone il tema della manovra e dell’azione del Governo: «Anche sulla politica economica stiamo chiudendo le porte e sfidando le regole dell’Unione Europea per realizzare una lunga lista di promesse». E dopo «una prima risposta preoccupante dei mercati» alla manovra«, ed il rischio di una procedura di infrazione Ue, gli industriali under 40 si »augurano« che la lettera arrivata ieri alla Commissione Europea »sia il punto di inizio di un confronto costruttivo«. Ma temono che possa trasformarsi »invece, da una parte in una escalation che tiri la volata agli euroscettici, dal’altra in una sfida senza limiti a Bruxelles«. Con il »rischio vero« che saranno poi i mercati a farci »pagare il conto della nostra scarsa credibilità«. Se la manovra ci indebita, se »il conto di chili di cambiali lo salderemo noi giovani e chi verrà dopo di noi«, »se chiedete soldi alle generazioni future«, sottolinea ancora Rossi, »almeno lasciateci qualcosa in cambio«. Come, per esempio, »un piano straordinario che abbatta il numero di Neet«, chi non studia, non si forma lavorare, e non lavora, »un welfare adeguato alla nostra generazione«, »edifici scolastici e infrastrutture sicure«. Invece »rischiamo di chiudere le porte alla mobilità europea: via la Tav, anche se l’Italia è la piattaforma logistica d’Europa«. E »rischiamo di chiudere le porte al commercio: via il Ceta, anche valorizza il 90% del nostro export in Canada. E Genova è «sospesa tra le dichiarazioni, come la ricostruzione in 8 mesi, e le constatazioni: 50 giorni solo per nominare il commissario». E insiste: «Dalla Legge di Bilancio ci aspettiamo misure coraggiose».

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