| categoria: Roma e Lazio

Il disastro della Roma-Viterbo

DSC_0771di WANDA CHERUBINI

VITERBO – “Mai più Atac!” Così l’on. Mauro Rotelli di Fratelli d’Italia si è espresso stamani sulla situazione in cui versa la tratta ferroviaria Roma- Civita Castellana- Viterbo, nel corso di una conferenza stampa indetta sul posto insieme al consigliere regionale Fdi, on. Giancarlo Righini, al capogruppo Fdi-Comune di Viterbo, Paolo Bianchini ed al portavoce FdI-Civita Castellana, Alberto Cataldi.

“Questa tratta sta morendo sotto i colpi di Atac – ha proseguito Rotelli – quando si tratta di un nodo ferroviario importante che collega Viterbo a Roma piazzale Flaminio ed, invece, sta subendo uno smembramento, che ha portato alla divisione fisica della tratta (a Catalano il treno si ferma e bisogna prendere un altro treno, quando passa. Poi ci sono i treni sostituiti con degli autobus a volte scomparsi..). Lo stato è quello che vedete – ha proseguito Rotelli – con questa pensilina impacchettata da anni con tutta una parte di sedime abbandonato. Lo spazio poi che si vede potrebbe essere impiegato per un parcheggio. Il capannone contiene invece le vetture storiche tra cui la carrozza di Mussolini”.

La parola è, poi, passata a Cataldi: “E’ questo uno snodo fondamentale tra Viterbo, Roma e Civita Castellana. Purtroppo la stazione centrale di Civita Castellana, è stata di fatto chiusa con nessuna biglietteria attiva, mentre è stata lasciata aperta Catalano senza alcun cambiamento sulla situazione dei binari, né è stata inserita una semplice biglietteria. Non ci sono poi parcheggi, ma soltanto per chi ci lavora esistono dei piccolissimi uffici. La situazione di Civita Castellana è la fofocopia della situazione della Roma Nord. Questa tratta – ha proseguito Cataldi – ha registrato un aumento del 30 per cento della richiesta delle persone che ne usufruiscono. C’era un progetto finanziato dalla Regione Lazio che parlava di una metro scoperta che per la provincia di Viterbo sarebbe stata una manna dal cielo. Pensare di raggiungere Roma in 40 minuti anziché in un’ora e mezzo come adesso.. Ci chiediamo che fine farà, quindi, questa tratta”.

Paolo Bianchini ha aggiunto: “Vogliamo accendere un focus su questo scempio perché da viterbesi riteniamo strategica la Roma Nord per tre aspetti fondamentali: lavorativo, studentesco e turistico, essendo collegata, infatti, con piazza del Popolo a Roma. Sarebbe strategico per Viterbo potenziare la seconda tratta da Sant’Oreste, facendo opera di manutenzione sui passaggi a raso ed i passaggi a livello non segnalati, che presentano anche problemi di sicurezza. La scelta politica della Regione Lazio deve essere chiara a sostegno di questa tratta che per noi significherebbe il rilancio anche del turismo. Ci stiamo mettendo insieme a vari livelli per fare sì che questo diventi un caso, in vista della nuova programmazione che la Regione Lazio dovrà fare una volta che Atac speriamo si toglierà di mezzo”.

L’on Righini ha evidenziato come il rilancio del territorio della Tuscia ed, in particolare, la risoluzione del problema dello spopolamento dei centri storici, potrebbe essere contrastato ammodernando i mezzi di trasporto idonei per il collegamento con la capitale. “Questa che è una ferrovia concessa dalla Regione Lazio all’Atac risente della situazione di emergenza in cui versa quest’ultima. Ci sono stati dei finanziamenti da parte della Regione, come i 50 milioni di euro affidati ad Atac dal 2010 per la tratta Flaminio, i cui lavori sono stati sospesi perché l’Atac non paga i fornitori. Ci sono altri 20 milioni di euro per Montebello Riano ed il suo raddoppio, anche lì tutto fermo; altri 104 milioni di euro per Riano Morlupo ed il raddoppio della ferrovia ed altri 6 milioni di euro per Sant’Oreste-Ponzano. Abbiamo già portato in consiglio regionale un ordine del giorno al riguardo. Il tema del trasporto – ha proseguito Righini – può offrire opportunità di rilancio e di contrasto all’impoverimento dei centri storici. Noi continuiamo a proporre interventi importanti sulla mobilità. L’amministrazione regionale, almeno nei precedenti 5 anni, non ha fatto alcun finanziamento importante sulla mobilità”.

“Mai più Atac – ha esclamato Rotelli – Nel 2019 finisce questa gara che vede le tre linee ferroviarie Roma Giardinetti, Roma Ostia e questa Civita Castellana- Roma Nord concesse dalla Regione ad Atac. Speriamo di trovare un nuovo interlocutore con capacità progettuale e tecnologica, perché ciò significa sicurezza. Atac prende 30 milioni di euro l’anno per gestire queste linee e per questa di Viterbo 8 milioni di euro, ma paga soltanto il personale e non fa alcun investimento. Se dovessi augurarmi chi possa mettere mano a questa gara spero sia FS. L’Atac non ha dimostrato neanche una capacità imprenditoriale!”.

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