| categoria: economia

FOCUS/ MERCATI, ATTESA PER APERTURA MA NON CI SARÀ CROLLO

Un rimbalzo a Piazza Affari e spread in discesa sotto quota 300. Questo il possibile esordio sui mercati, lunedì, nel primo test dopo il downgrade del rating dell’Italia decretato da Moody’s. A dirlo sono analisti e operatori di Borsa che non solo escludono reazioni di panico ma vedono addirittura la possibilità di un rally perchè, alla fine, il verdetto dell’agenzia di rating è stato il più clemente possibile: ha risparmiato all’Italia un declassamento a ‘spazzaturà, rispettato le attese del mercato e – cosa più importante – ha premiato il nostro Paese con un outlook stabile, sgombrando il campo da ipoteche sul futuro. Insomma, poteva andare molto peggio. Anche se a breve scatteranno in automatico i declassamenti per banche, partecipate ed enti locali, sui mercati dovrebbe tornare un pò di ottimismo per lo scampato pericolo. Soprattutto perchè la mossa di Moody’s sembra tracciare la linea e scongiurare rischi di nuove turbolenze in attesa che venerdì prossimo anche Standard & Poor’s rilasci il giudizio sull’affidabilità dell’Italia. Per economisti e strategist di investimento appare al momento scontato che l’agenzia di rating si muoverà nel solco di Moody’s limitandosi al taglio di un solo notch. Ovviamente ci si muove sul terreno delle ipotesi, ma per Societe Generale la decisione di Moody’s rappresenta «la mossa più morbida possibile e dovrebbe essere un sollievo per gli investitori». Per di più, il segnale di fiducia accordato all’Italia assegnando un «outlook stabile» spinge Socgen a raccomandare gli acquisti di Btp e ad assumere posizioni lunghe. «Ora la performance dei Btp troverà supporto nel superamento delle incertezze» e nei prossimi giorni sarà possibile vedere «un buon rally» dei titoli di Stato italiani. Da qui il consiglio di abbandonare posizioni corte intraprese a fine luglio perchè «ci aspettiamo che nelle prossime settimane la performance migliore riguarderà l’area 3-4 anni». Lo spread tra Btp e Bund potrebbe così ripiegare sotto quota 300 dal picco di 340 punti base riagganciato venerdì scorso per la prima volta dopo cinque anni. Un livello che già incorporava l’eventualità di una bocciatura a ‘junk’, cosicchè gli analisti di Bbva e di Citigroup avevano già messo in conto uno spread in discesa fino a 250 punti base nel caso del taglio del rating di un solo notch e di un outlook che non fosse negativo. Certo, la volatilità resta alta e molto dipenderà dagli sviluppi con Bruxelles sulla manovra (domani la lettera di risposta all’Ue) mentre le autorità internazionali si affannano a rassicurare che non c’è un rischio di contagio dall’Italia e la Bce può ancora fare da paracadute con il debito dell’Italia rimasto per un pelo nella categoria investment grade. Su tutto pesa il monito di Fitch che a fine agosto ha peggiorato l’outlook sul rating dell’Italia a ‘negativò già sulla base di piano di bilancio che fissava al 2,2% il rapporto deficit-Pil nel 2019 e al 2,6% nel 2020

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