| categoria: sanità Lazio

IL CASO/ Decine di Igor in attesa di posti letto-fantasma

Parla Carmine Romaniello, responsabile dell Reparto di RSA Intensivo (R1) della Città Bianca (INI) Scarse opzioni per questi malati “difficili”. Etica e strategica la scelta del Gruppo Ini di aprire una nuova unità per i pazienti attaccati al respiratore come il giovane appena ricoverato a Veroli. Una scelta che comporta dei costi notevoli che la Regione rimborsa solo in parte. L’impegno della politica – fin qui disatteso – era di affrontare la questione e risolverla


DI Giovanni Tagliapietra

Abbiamo raccontato la scorsa settimana la vicenda di Igor, il trentenne affetto dalla sindrome di Giullan Barre, patologia che colpisce il sistema nervoso periferico. Igor respira attaccato alla macchina, non muove le braccia. Dopo un lungo periodo di ricovero in rianimazione al S.Giovanni aveva bisogno di adeguata riabilitazione. Ma nessuno vuole accettare un paziente “ventilato”. Alla fine la salvezza è arrivata dalla Citta Bianca Ini di Veroli, che ha appena inaugurato un reparto attrezzato alla bisogna. Parliamo del caso e delle prospettive per questo tipo di pazienti con dr. Carmine Romaniello, responsabile del Reparto RSA Intensivo (R1) di quella struttura


Siete attrezzati per garantire un presente (e forse un futuro) al giovane -Igor. Il gruppo ha investito in un quadrante delicato e costoso. E’ anche remunerativo? E perche’ questa scelta?

Certamente, L’unità è organizzata in modo tate da garantire la sorveglianza medico-infermieristica H 24; inoltre nei pazienti instabili viene effettuata una sorveglianza continua dei parametri vitali (frequenza cardiaca, pressione arteriosa, attività respiratoria, saturimetria d’ossigeno) attraverso telemetrie collegate alla postazione del letto di degenza. Allo stesso modo viene iniziata da subito un’attività riabilitativa a letto per la prevenzione delle lesioni da decubito, e compatibilmente alle condizioni, esercizi respiratori per potenziare la meccanica respiratoria. Nello stesso tempo viene avviato un programma nutrizionale. Lei mi chiede se questi posti letto sono remunerativi? La retta giornaliera è di 220,30 euro stabilita dalla Regione Lazio con il DCA n° 101 del 09/04/ 2013. Da tale quota sono escluse le prestazioni farmacologiche/diagnostiche necessarie e fruibili attraverso il Distretto della ASL competente. Allastruttura spettano tutto il carico organizzativo e molte delle prestazioni che la ASL non riesce ad erogare (o per liste d’attesa molto lunghe, o per risorse insufficienti). Le faccio alcuni esempi: se, diciamo ad un paziente come Igor che occorre effettuare una TAC Torace pur avendo noi a disposizioni la Radiologia a 15 metri, non potremmo erogarla attraverso il SSR in quanto nelle Strutture Accreditate la TAC non è stata autorizzata; quindi dovremmo mettere su un’ambulanza un paziente attaccato ad un ventilatore e con tutti i monitor e pompe collegate e trasportarlo all’Ospedale più vicino. In questi noi abbiamo scelto una soluzione più semplice: effettuarla in Struttura a costo zero (cioè a totale carico del Reparto). Un altro esempio è il trattamento delle lesioni da decubito, che in questa tipologia di paziente si possono verificare, nonostante l’adozione di tutti i presidi necessari ( letti articolati, materassi anticubito, piani nutrizionali, ecc); le ASL mettono a disposizione un budget mensile irrisorio standard e non personalizzato a secondo della gravità della lesione che in tutti i casi è insufficiente. Anche in questo caso è la struttura che se ne fa carico, ricevendo sempre lo stesso rimborso giornaliero di 220, 30 euro. La scelta di attivare questa Unità fa parte della cultura dell’INI che da sempre ha orientare il proprio interesse verso la disabilità. Storicamente il Prof. D.G. Faroni in ogni sua Struttura, accanto ai reparti per acuzie medici e chirurgici, ha avuto sempre una particolare attenzione per i pazienti con fragilità. Il perché di queste scelte rientrano in un valore di etica medica e di etica sociale che hanno contraddistinto il suo fare il Medico da più di 70 anni. Oggi và di moda parlare di ospedale incentrato sulla persona, di umanizzazione delle cure; questi concetti noi medici che lavoriamo con il Prof. Faroni li abbiamo sentiti ripetere da anni: anche in questo è stato un precursore dei tempi. Ecco spiegato in sintesi il motivo per cui nelle sue Strutture nascono questa tipologia di Reparti.

Perche’ il pubblico rinuncia in partenza e nel privato in pochi seguono questa strategia ?

Perché il Pubblico rinunci, a priori, ad attivare questa tipologia di posti non lo so; certamente questi sono pazienti “difficili” da gestire non soltanto dal punto di vista medico, ma soprattutto come carico umano e di aspettative sulle famiglie

Ci sono decine di pazienti come Igor in lista d’attesa. Non li vuole nessuno? Quanto costa curare Igor ?

In termini economici il costo varia in funzione delle condizioni cliniche e della gravità del quadro clinico; le posso assicurare che dalla retta giornaliera, tolte le spese per il personale ed i presidi non rimborsabili, resta ben poco. Sulle lista d’attesa c’è bisogna fare un discorso articolato. La regione Lazio ha previsto nell’ultimo documento tecnico di programmazione emanato dal DCA 467 del 07/11/2017(assistenza sanitaria e socio-sanitaria territoriale nel Lazio) ben 304 posti residenza di RSA INTENSIVO (R1) da dedicare a questa tipologia di paziente; il fabbisogno è calcolato sulla popolazione residente nel Lazio che ammonta a 5.898.210 (dati Istat 2017);per Roma Capitale è di 2.873.515 (dati Istat 2017). Attualmente i posti attivati sono 110, di cui solo 60 nelle Asl di Roma Capitale( RM1-RM3). La differenza tra offerta e fabbisogno è di – 147. Quindi la risposta è bella che data: l’attivazione di tutto il fabbisogno azzererebbe le liste d’attesa. Premesso che altre Strutture del Gruppo INI avevano già da tempo richiesta l’attivazione di posti letto simili ed ad oggi non c’è stata nessuna risposta dagli organismi regionali competenti. Faccio presente che le Strutture citate ricadono, rispettivamente, nel territorio della ASL RM 6 ( ex ASL H dei Castelli) e nel territorio della ASL RM5( ex Roma G; Tivoli, Guidonia) che secondo il documento tecnico di programmazione emanato con il citato DCA 467/2017 risultano carenti ,rispettivamente di 24 e 22 posti Intensivi!!

Ci spieghi quanto e’ costato e come funziona il reparto che lei dirige

Per allestire un posto letto di questa tipologia occorrono circa 20.000 euro per le tecnologie (letti articolati, materassi antidecubito, ventilatori, aspiratori, monitor, pompe, ecc,) a questo và aggiunto il costo del personale( medici, Infermieri, Terapisti, OSS, Assistente Sociale, Psicologo, Nutrizionista, e Specialisti Vari che necessitano per il singolo caso). Per l’organizzazione ci si è ispirati alle Unità di Sub-Intensiva Medica con il supporto di quasi tutte le diagnostiche; è possibile effettuare in tempo reale una Risonanza Magnetica o una TAC; ci avvaliamo di un Laboratorio interno per le urgenze, piuttosto che della Batteriologia della ASL e delle consulenze infettivologiche dell’Ospedale; come già detto i pazienti usufruiscono del Servizio di Nutrizione della ASL.

Un discorso di prospettiva. Come sara’ la situazione tra cinque, dieci anni. Non pensa che lo stato dovrebbe farsi carico di questi pazienti? E un problema di etica e di giustizia sociale

Certamente la collettività tutta dovrà farsi carico di questa tipologia di pazienti,oltre ad una questione di etica come si diceva all’inizio è una questione anche di costi, premesso che la totalità dei nostri pazienti ci vengono inviati dai Reparti di Terapia Intensiva dove “stazionano” prima di trovare una sistemazione. Questo è stato il caso di Igor, tra la richiesta del S.Giovanni ed il ricovero a Veroli è passato più di un mese: con il paradosso che quando era disponibile il posto letto non erano ancora pronte le autorizzazioni della Asl, quando sono arrivate le autorizzazione il posto letto era già occupato. E’ assolutamente necessario portare a termine il programma di attuazione dei posti letto determinato dal citato Decreto 467/2017, in questo modo si allarga il ventaglio dell’offerta sul territorio regionale e sull’area Metropolitana di Roma: Il Gruppo INI è pronto,con le sue Strutture, ad attivare altri posti letto di questa tipologia.

Ti potrebbero interessare anche:

La Regione boccia le assunzioni last minute della Asl di Latina
Asl Latina, arriva Caporossi. Primo giorno da manager
Devono chiudere nel Lazio 23 cliniche private con meno di 60 posti letto? Ci pensa Zingaretti
Il sindaco di Bracciano diffida il manager Asl sulla ricoversione-chiusura dell'Ospedale Padre Pio
Viterbo, sanità-caos: spreco di denaro pubbico e strutture al collasso
SERVIZI/ S.Giovanni Addolorata, ginecologia e ostetricia, ricoverare solo quando serve



wordpress stat