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Meneghini&Associati, la mission? Far comunicare

nicolo muraroParla Nicolò Muraro, direttore commerciale.Una azienda dinamica con testa a Vicenza e sedi operative a Milano, Bologna, Roma, specializzata nel preparare su misura per i clienti piani di comunicazione ad hoc. E’ leader in alcuni settori specifici (Partner in sanità) e si occupa di alcuni grandi progetti, segue la1000 miglia a Brescia, il Tari di Caserta, Mirabilia, Matera capitale europea della cultura 2019. E nel futuro ci sarà molto altro.

di Giulio Terzi
Dopo 29 anni di comunicazione sul campo, è giusto comunicare se stessi. La Meneghini & Associati, società con testa a Vicenza e sedi operative a Milano, Roma, Bologna e un organico di 40 persone, nasce «dalla determinazione di una donna imprenditrice in un mondo di uomini», racconta il direttore commerciale Nicolò Muraro (in foto),«inseguendo un istinto, un’intuizione: sentire che la comunicazione sarebbe stata il collante del mondo di domani, che aziende, istituzioni, società a prescindere dalle dimensioni, dall’offerta e dal mercato di riferimento, avrebbero avuto bisogno di comunicare, di raccontare la propria identità e i propri prodotti o servizi». Partita da Milano con in tasca un biglietto per Ginevra dove la chiamava Piaget per occuparsi di public relations internazionali, quella donna, continua Muraro, «ha scelto invece di inventarsi un mestiere tutto suo come indipendent partner della prima agenzia di pr di Milano: quella donna è mia madre, Paola Meneghini». Oggi l’agenzia vicentina, la prima sul territorio e leader in Italia in alcuni settori specifici, è specializzata nel preparare su misura per i clienti («tailorizzare») piani di comunicazione ad hoc che vanno dalle pr alle media relation, comprendendo digital communication, editoria, eventi e advertising. Di presente, passato e futuro parliamo con Nicolò Muraro.
Quasi monopolio al nord nel quadrante della comunicazione in sanita’. Decine di Asl, di ospedali fanno riferimento a voi. Ma la vostra azienda sta crescendo e diversificando. Una crescita razionale. Ce ne parli
La nostra ė una società di comunicazione che si occupa di grandi progetti. Seguiamo 1000 miglia a Brescia, il Tari di Caserta, Mirabilia, Matera capitale europea della cultura 2019, per fare degli esempi. Ma il nostro fiore all’occhiello ė il Progetto Partner in Sanità, dedicato ad aziende sanitarie pubbliche e private. In pratica reperiamo fondi attraverso la pubblicità affissa negli ospedali e attraverso la raccolta di sponsorizzazioni, per realizzare servizi innovativi o dare all’ ospedale opportunità di comunicazione senza incidere sui bilanci delle aziende, anzi erogando loro delle royalties che a loro volta impiegano per finalità sociali. Il successo che il progetto sta avendo conferma che si tratta di una buona idea che consiste sostanzialmente nell’ incrocio di diverse opportunità. Da un lato la grande attenzione che la salute merita nel contesto economico-sociale, attenzione al paziente, al sistema sanitario, e a tutto il cosmo che intorno vi gravita, servizi alla persona, ausilii , etc. etc. Dall’altro la cronica scarsità di fondi da destinare ad attività necessarie ma sussidiarie a quelle più strettamente sanitarie quali informazione, digitalizzazione, e, oggi più che mai, comunicazione diretta al cittadino attraverso un uso corretto della rete e dei social network. Attività sussidiarie ma non per questo secondarie o rinunciabili. Dall’incrocio delle due esigenze nasce il Progetto Partner in Sanità di Meneghini&Associati, leader in Italia in questa nicchia di mercato, molto sensibile, perchè si sviluppa in un ambiente protetto, quello di ricovero e cura, ma dove l’umanizzazione del contesto ospedaliero spinge sempre più per la creazione di ambienti accoglienti, non ghettizzanti, sempre piu simili a quelli di vita quotidiana, dove la pubblicità deontologicamente corretta non invade ma informa.
Le prospettive nel medio termine?
Il progetto sta trovando sempre più consensi. Innanzitutto perché sostanzialmente contribuisce in modo indiretto a migliorare la qualità di vita del paziente. È una formula corretta, esplicita, per tutte quelle aziende, che vogliono promuoversi in un ambiente ospedaliero, molto targhettizzato, offrendo beni o servizi a pazienti o addetti ai lavori, quindi medici, tecnici, personale infermieristico. Oggi si parla di big data, elemento chiave per una comunicazione che mette al centro il consumatore, basandosi sulle sue preferenze, necessità, modo di fruire un mercato, un brand.La comunicazione in ospedale segue le stesse dinamiche: diretta, rivolta ad un target preciso e specifico che è interessato alle informazioni che trova.Non sottovalutiamo l’aspetto sociale della comunicazione in ambiente sanitario. Con la raccolta abbiamo finanziato asili per il personale dell’ ospedale, sostenuto associazioni di volontariato, creato piattaforme digitali per la comunicazione al pubblico deĺle aziende sanitarie, realizzato pubblicazioni, ideato e creato trasmissioni televisive di informazione sulla salute, sulla corretta alimentazione, finanziato progetti editoriali. Stiamo ora affinando dei progetti di formazione alla comunicazione in sanità, di medici e infermieri verso i pazienti.Tutti progetti che per le aziende sanitarie sono a costo zero.
Un po’ di numeri. Fatturati, contratti. Tipologie..
Rispetto ai fatturati delle aziende sanitarie, la raccolta pubblicitaria che si effettua grazie a strutture espositive nelle aree comuni degli ospedali, nei parcheggi, attraverso pannelli o monitor, può sembrare poco rilevante. stiamo parlando di decine di migliaia di euro l’anno per unità, nelle strutture più complesse arriviamo al centinaio. Ma queste stesse somme viste Nell’impiego vogliono dire eliminare dai budget dell’ospedale voci di costo, quelle di un addetto stampa, di un portale, di un attività di formazione, che possono essere utilizzati per un infermiere in più, un medico in più, uno strumento medicale in più. C’è poi l’aspetto del miglioramento delle comunicazioni. Per esempio attraverso l’inserimento di sistemi digitali con monitor di ultima generazione, nelle sale di attesa e di maggior traffico di pubblico, si possono dare informazioni sui servizi dell’ ospedale, sugli orari, sugli iter da seguire per il ritiro dei referti, sui tipi di cure che l’ospedale pratica. Etc etc. Ogni ospedale ha le sue regole, le sue peculiarità, le sue specialità. Per cui la presenza pubblicitaria si adegua alle direttive della regione nella quale ci troviamo, alle patologie che l’ospedale segue. La nostra presenza non è quella si una concessionaria di pubblicità, comunemente intesa. Per ogni azienda costruiamo un progetto di comunicazione ad hoc. Per alcune aziende è prioritario il ricavato, per altre la realizzazione di un servizio specifico secondo standard di eccellenza.
Trasferite anche know how, offrite formazione…
Assolutamente si. Abbiamo formato moltissimi addetti alla comunicazione, ma soprattutto i medici vanno formati sulle ultime conoscenze degli effetti della comunicazione, sull’ importanza dell’accrescere la qualità della relazione con il paziente. Il dominio delle nuove tecnologie poi è chiave e richiede formazione specifica nella trattazione di temi molto sensibili come le informazioni sanitarie. La tendenza delle aziende più evolute e quella di appaltare servizi complessi non sanitari. Il Policlinico San Orsola di Bologna per esempio ci vede impegnati in un progetto di nove anni per la creazione di uno “smart hospital”. Con i fondi provenienti da un gruppo di aziende fra cui la nostra nostra stiamo realizzando un progetto di riqualificazione di alcune aree dell’ ospedale, riqualificazione sia fisica che ambientale che comunicativa. Solo questo progetto vale 20 milioni di euro e i nostri big partner sono società di vending e di ristorazione. Per l’azienda Scaligera di Verona invece la raccolta pubblicitaria ha consentito di realizzare il nuovo portale web dove sono confluiti i siti di tre ex aziende territoriali, la gestione delle media relation, la comunicazione all’interno degli ospedali e la gestione dei social. Il progetto è stimato 300 mila euro in due anni, di nuovo senza costi per l’azienda.
Di recente siete sbarcati nel centro sud. Che prospettive avete? Che raggio d’azione?
Il nostro progetto interessa un network di oltre 200 ospedali. Ė molto radicato in Veneto, Lombardia, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna. Nel 2018 stiamo sviluppando il Lazio con Roma in primis dove abbiamo all’attivo 5 grandi realtà sanitarie. Ad oggi. Ma l’obiettivo è quello di coinvolgere l’intero sistema sanitario pubblico e privato della Regione. Il nostro modus operandi è di un ingresso graduale negli ospedali della pubblicità, monitorando le reazioni da parte degli utenti e del personale. Per semplificare la comprensione della dinamica che sottende al progetto prendo ad esempio le sponsorizzazioni nell’arte. Quali mostre si potrebbero realizzare senza il contributo di grandi aziende, banche, gruppi piccoli o internazionali che siano? Ecco, è lo stesso principio. La salute è un bene primario e di grande valore. I luoghi dove si erogano servizi sanitari hanno un valore sociale che va oltre il contenitore dove si svolgono. Tante aziende sponsor lo hanno capito e le aziende sanitarie sono sempre piu social quindi aperte al digital e all’informazione. La nostra abilità è quella di fare incontrare le esigenze dei due attori in modo tale che il beneficio, alla fine, sia quello del paziente e del cittadino.

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