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JIHAD ISLAMICA ANNUNCIA TREGUA A GAZA, MA ISRAELE TACE

Malgrado le speranze di un graduale ritorno alla calma – grazie alle mediazioni dell’Egitto, del Qatar e dell’emissario dell’Onu – ieri Israele e Hamas si sono invece trovate ad un passo da un nuovo scontro, con una notte di fuoco che ha visto lanci di razzi da Gaza contro la cittadina israeliana di Sderot e raid israeliani nella Striscia. Una improvvisa fiammata di violenza provocata, come è emerso nelle ore successive, dalla Jihad islamica, formazione armata che sul terreno agisce in sintonia con Hamas, ma che fa riferimento anche all’Iran. La mediazione egiziana, ripresa dietro le quinte, è riuscita a disinnescare il rischio di una incontrollabile escalation e la Jihad ha oggi annunciato di accettare una tregua. Israele non ha commentato: ma sul terreno i lanci di razzi sono cessati, e così pure i raid della aviazione. La dinamica è stata le stessa di analoghe esplosioni di violenza in passato. Ieri, nelle manifestazioni di Hamas al confine con Israele, cinque palestinesi sono morti e altri 100 sono stati feriti. Nella notte da Gaza sono partiti i primi razzi. A Sderot e nelle altre località israeliane di confine le sirene sono risuonate a ripetizione e la popolazione è entrata nei rifugi. Dei 34 razzi sparati da Gaza, quelli più pericolosi sono stati intercettati in volo dal sistema di difesa Iron Dome. Nella giornata è apparso chiaro tuttavia che sia Hamas sia Israele volevano evitare che la situazione andasse fuori controllo. Hamas ha fatto opera di persuasione sulla Jihad islamica. L’aviazione israeliana, da parte sua, ha avuto cura di colpire «obiettivi terroristici» deserti, per non fare vittime. Più che i miliziani, affermano a Gaza, sono stati i civili ad aver passato «una notte di inferno» per i continui echi di esplosioni accanto alle abitazioni. Nel Nord della Striscia l’ Ospedale indonesiano ha subito danni materiali mentre i jet israeliani bombardavano un vicino campo di addestramento militare. «Le pareti delle case tremavano, i bambini erano terrorizzati» ha raccontato un padre all’ANSA. A pochi chilometri di distanza la notte è stata da incubo anche per gli israeliani che abitano a ridosso della Striscia. Da mesi sono vittime di una massiccia campagna di logoramento da parte di Hamas. I palloni incendiari lanciati da Gaza bruciano quotidianamente i terreni coltivati e l’aria è resa irrespirabile dal fumo acre di migliaia di pneumatici bruciati dai dimostranti sul confine. I razzi sparati ieri verso le abitazioni li hanno portati all’esasperazione e le critiche ai vertici politici di Israele sono sempre più veementi. Ma le autorità replicano che, in una più ampia visione regionale, una nuova guerra con Hamas «farebbe solo il gioco dell’Iran» e che nell’interesse superiore del Paese devono ancora «stringere i denti».

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