| categoria: editoriale, Il Commento

MA che colpa abbiamo noi

E’ il titolo di una canzone che segnò un periodo storico di rinnovamento, di contestazione giovanile, parliamo del 1966, lo riprese Carlo Verdone in un celebre film del 2003, una commedia in chiave psicanalitica. Ma che colpa abbiamo noi. Lo prendiamo a prestito per sottolineare una situazione generale di disagio che ci dobbiamo tenere addosso per colpe di altri. Parliamo di Roma e dei suoi mali, ma parliamo anche di promesse mancate, disattese, di impegni precisi presi a livello politico e amministrativo dall’ultima giunta, dalla precedente. E ci facciamo una piccola riflessione. A noi comuni mortali non viene scontata una multa, un ritardo per una bolletta, per chi con ruolo e potere determina l’evoluzione di certe situazioni – economiche, politiche, sociali, ambientali – non c’è sanzione, non c’è ammenda se le scelte sono state sbagliate, se hanno portato a degli effetti boomerang che sempre i  cittadini normali, noi, dobbiamo scontare nella nostra vita quotidiana, nelle nostre possibilità economiche, nella nostra qualità di vita. Troppo facile. Vinco una elezione promettendoti la luna, poi dico: scusate, ho sognato anche io, e mi defilo. C’è qualcuno che può punirmi, che può costringermi a fare fino in fondo il mio dovere? C’è una autorità superiore che mi insegue?  Scorrendo le cronache romane di questi giorni questo pensiero mi insegue. Sta crollando tutto attorno a noi, e chi doveva impedire che questo accadesse allarga le braccia. Non ci volevano dei geni per capire cosa servire e cosa serve a Roma. Ma ha prevalso altro, hanno prevalso altri interessi. Ora scontiamo incapacità, pressapochismo, talvolta dolo, di politici, amministratori, dirigenti. La faranno franca. Il degrado avanza e le promesse di invertire la rotta sono rimaste dell’aria, non sono state risanate Ama, Atac, anzi. La macchina del comune è fuori controllo, i Municipi sono dei presidi inutili,  il traffico, i rifiuti, la questione Rom, e via discorrendo. Se la giunta grillina ha dimostrato la sua incapacità di gestire la situazione (e facevano i primi della classe quando erano all’opposizione) le giunte di colore diverso che si sono succedute prima non hanno saputo mantenere quanto promesso. Hanno pagato con la sconfitta, certo, ma in solido hanno pagato solo la città e i suoi abitanti. Si può fare qualcosa a riguardo? Si può definire un quadro normativo che copra questo buco? Ora forse il sindaco Raggi dovrà arrendersi e dimettersi per una eventuale condanna dal tribunale di Roma. Vengono giudicati dei suoi errori, delle sue scelte, dei suoi atti amministrativi. Se salterà tutto la crisi del Campidoglio sarà di quelle dure, arriverà il commissario, si tornerà alle urne. Comunque  ci saranno turbolenze. Tutti i provvedimenti in fieri verranno sospesi? E i problemi e le emergenze di questi giorni, di questi mesi? Chi pagherà per questo? Noi certo non ne abbiamo colpa, però….

Ti potrebbero interessare anche:

Come comico Renzi è tra i migliori su piazza, come politico...
27 gennaio, la memoria corta della Shoah
Gli sgarbi quotidiani del sindaco di Roma
E' ricominciato il teatrino della politica
E adesso il Cav è all'angolo
Chi sta con chi, si ricomincia da capo?



wordpress stat