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Ama, la protesta in Campidoglio dei lavoratori in sciopero: vogliamo certezze

“La cosa peggiore che sta facendo questa amministrazione è lasciare 8 mila famiglie nell’incertezza”. Con questa frase, pronunciata da uno degli oltre cento operai Ama che stamattina, lunedì 5 novembre, si sono recati in piazza del Campidoglio per chiedere la firma del bilancio, si può riassumere la loro rabbia. “A rischio ci sono gli stipendi di novembre – ricorda un altro lavoratore – tutto per un giochino politico”.

Uno sciopero di 24 ore considerato “inevitabile” dai sindacati promotori (Fp Cigil, Fit CIsl e Fiadel) per una situazione “ormai al “limite della sopportazione e della dignità umana – dice Luana Vocaturo, dipendente Ama e coordinatrice Cisl – l’incertezza che viviamo a causa della mancata firma del bilancio, i mezzi vecchi e privi di pezzi di ricambi, il blocco del turn over che impedisce l’assunzione di nuovi operai che sostituiscano quelli che vanno in pensione. Lavoro da tanti anni in Ama ma non ho mai visto una situazione del genere, con i cittadini che poi se la prendono con noi, alcuni colleghi sono stati anche aggrediti”.

Lo sciopero dei lavoratori dell’Ama, nel primo turno della mattina, ha toccato un’adesione del 70%. È quanto fanno sapere fonti sindacali in occasione del sit-in dei lavoratori in piazza del Campidoglio, organizzato per protestare contro la mancata approvazione del bilancio della controllata da parte del Comune di Roma, a causa di un contenzioso sull’attribuzione di 18 milioni di debiti. “Lo sciopero è riuscito con un’adesione intorno al 70% e in alcuni casi, come al Salario, l’impianto è chiuso per l’adesione totale ha spiegato il segretario della Cigl Fp di Roma e Lazio, Natale Di Cola- La manifestazione e la presenza dei lavoratori in piazza dimostra che c’e’ un malessere e che la richiesta che viene da tutti quanti e’ che l’amministrazione smetta di tentennare e faccia fatti concreti. E’ evidente che ancora una soluzione non c’è. Bisogna approvare il bilancio ma anche le altre delibere che il Comune aveva promesso dopo un accordo sindacale ma mai attuate: quella che permetterebbe ad Ama di assumere e quella che vieterebbe di esternalizzare”.

 

00:0000:00a cosa peggiore che sta facendo questa amministrazione è lasciare 8 mila famiglie nell’incertezza”. Con questa frase, pronunciata da uno degli oltre cento operai Ama che stamattina, lunedì 5 novembre, si sono recati in piazza del Campidoglio per chiedere la firma del bilancio, si può riassumere la loro rabbia. “A rischio ci sono gli stipendi di novembre – ricorda un altro lavoratore – tutto per un

 

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