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Maltempo, Conte: «Un miliardo per il dissesto». Salvini: «Ne servono quaranta»

«Per mettere in sicurezza il territorio nazionale servono 40 miliardi di euro. Mi impegno di raccogliere e spendere con l’auspicio che non arrivino letterine di contestazione da Bruxelles perché spendiamo troppo», ha poi aggiunto il ministro dell’Interno a Belluno dove ha sorvolato le zone colpite dal maltempo eccezionale dei giorni scorsi. «La letterina dall’Europa arrivata nei giorni scorsi finisce in archivio per quanto mi riguarda – ha aggiunto -. Chiederemo l’attivazione del fondo straordinario di Bruxelles. I 3 miliardi già previsti visto quanto sta accadendo temo siano già insufficienti». Sull’interramento delle linee elettriche Salvini ha detto che «da autonomista lascio scegliere a chi governa il territorio se si interra o no. Se sono solo questioni economiche superabili» mentre sul ruolo delle Province ha aggiunto «un ente eletto con fondi e poteri come le province dovrebbe essere conservato. Ma non mi pagano per criticare chi mi ha preceduto».

«C’è una vigile attenzione del governo a operare un piano d’investimenti che riguarderà le infrastrutture materiali e immateriali. Per il dissesto idrogeologico abbiamo messo a disposizione del ministro per l’Ambiente un miliardo per interventi di sicurezza del territorio, per proteggere e salvaguardare le vite umane. Poi ulteriori 50 milioni per le autorità di bacino per regolare i flussi d’acqua». Così il premier Giuseppe Conte, oggi a Palermo.

 

«Le regioni più martoriate sono Calabria, Sardegna, Sicilia, e si sono aggiunti Veneto, Friuli, Liguria, le Province autonome di Trento e Bolzano, e oggi anche il basso Lazio. Stiamo esaminando tutte le richieste pervenute, e sicuramente nel prossimo Consiglio dei ministri, se necessario lo faremo straordinario perché non previsto, decreteremo lo stato di emergenza. Stiamo facendo un esame contabile delle somme esatte disponibili. Sicuramente, poi, le dovremo integrare», ha aggiunto Conte dopo il vertice della task force in prefettura.

«Qui nel Palermitano ci sono alcuni comuni isolati, siamo in costante contatto con essi: siamo disponibili a intervenire anche con elicotteri in caso di emergenza sanitaria ma contiamo nelle prossime ore di ristabilire il sistema viario», ha proseguito il premier.

«Spesso abbiamo registrato qualche intralcio burocratico per la ripulitura dei corsi d’acqua, ci sono per esempio vincoli paesaggistici per la rimozione di un albero: dobbiamo avere la consapevolezza che tutti i beni sono costituzionalmente tutelati, ma dobbiamo avere la capacità di riorientare la legislazione guardando agli interessi in gioco: al primo posto c’è la tutela primaria della vita umana», ha sottolineato ancora Conte. Che poi ha aggiunto: «È necessario avviare e completare un’opera di ripulitura dei letti dei fiumi, dobbiamo intervenire per mettere in sicurezza il sistema idrogeologico: la sicurezza delle vite umane prevale rispetto ad altro».

«Questa mattina ho deciso di venire qui dopo avere saputo della grave tragedia occorsa in Sicilia e a Casteldaccia in particolare, e che ha coinvolto anche due turisti tedeschi sorpresi dalle precipitazioni nell’agrigentino. Nel complesso dobbiamo registrare che, purtroppo, queste ultime settimane sono tragedie che ovviamente vedono il governo particolarmente partecipe e vicino ai familiari. Ho incontrato alcuni familiari della famiglia Giordano. È una tragedia immane essere nella propria casa ed essere travolti dal fango», ha affermato ancora il premier.

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