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FOCUS/ IL SORPASSO DI MARINE LE PEN SUL PARTITO DI MACRON

Nuovo campanello d’allarme per Emmanuel Macron. Proprio nei giorni in cui il presidente tenta di recuperare la perduta popolarità nella lunga missione che lo vede impegnato nella Francia profonda in occasione del centenario dell’armistizio nella Prima Guerra Mondiale, un sondaggio dell’istituto Elabe fotografa per la prima volta il superamento del partito presidenziale da parte del Rassemblement National di Marine Le Pen in vista delle europee. E un altro sondaggio pubblicato in serata dal medesimo istituto vede il suo indice di popolarità crollare al 27%, il livello più basso dall’inizio del suo mandato all’Eliseo. Dopo la ‘maledizionè estiva del caso Benalla e il difficile rimpasto seguito alle dimissioni a catena di diversi ministri, tra cui Nicolas Hulot (Ambiente) e Gérard Collomb (Interni), le cose non sembrano migliorare per il quarantenne europeista. Sono ormai cronaca quotidiana le espressioni di collera suscitate dalle politiche messe in campo da Parigi, dal taglio delle pensioni all’aumento delle tasse sul diesel e gasolio. Una decisione, quest’ultima, che infiamma i cosiddetti ‘gilets jaunes’ determinati a bloccare strade e autostrade nella manifestazione nazionale indetta per il 17 novembre. Più volte, durante questi cinque giorni di ‘tour’ nei luoghi simbolo della Grande Guerra, tra l’est e il nord della Francia, Macron si è fatto ‘strigliarè da cittadini incontrati nei bagni di folla. L’ultimo, questo pomeriggio, durante un sopralluogo in uno stabilimento Renault di Maubeuge, quando un sindacalista di Sud, Samuel Beauvois, lo ha apostrofato brutalmente. «Qui non è il benvenuto». «Siamo qui tutti insieme per vincere», ha ribattuto il capo dello Stato, per poi sentirsi rispondere dal suo improvvisato interlocutore: «Ce la facciamo benissimo senza di lei». Ai giornalisti che evocano una sorta di ‘via crucis’, Macron risponde invece che la traversata della cosiddetta ‘Francia perifericà lo rende felice. «Non ho mai pensato che fosse facile. Sono stato eletto tra le critiche e continuerà così fino alla fine, perché il nostro Paese, non può, da trent’anni, restare nella disoccupazione di massa e considerare che vada bene. Sono molto contento di questa missione perché sono nel Paese. Risento un sacco di cose, messaggi, insegnamenti, vedo ciò che funziona, ciò che non viene capito…». Dopo le polemiche al veleno di ieri, Macron è tornato a spiegarsi oggi sulla sua controversa uscita sul Maresciallo Pétain. Secondo lo studio Elabe realizzato per Bfm-Tv, il Rassemblement National di Marine Le Pen, alleata del vicepremier Matteo Salvini, raccoglie il 20% delle intenzioni di voto, in aumento dello 0,5% rispetto al maggio scorso, contro il 19,5% del partito di maggioranza La République En Marche, che negli ultimi cinque mesi è crollato di 4,5 punti. In terza posizione, la destra repubblicana, stabile al 15%, davanti alla France Insoumise (la sinistra alternativa di Jean-Luc Mélenchon), che guadagna un punto salendo all’11%. Seguono diversi partiti, tra cui Europe Ecologie-Les Verts, al 7%, a pari merito con il Partito Socialista.

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