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PAPA: INASCOLTATO GRIDO DEI POVERI, EPULONI BANCHETTANO

Il grido dei poveri è «il grido dei tanti Lazzaro che piangono, mentre pochi epuloni banchettano con quanto per giustizia spetta a tutti. L’ingiustizia è la radice perversa della povertà. Il grido dei poveri diventa ogni giorno più forte, ma ogni giorno meno ascoltato», «sovrastato dal frastuono di pochi ricchi, che sono sempre di meno e sempre più ricchi». Il Papa torna a chiedere attenzione per gli ‘ultimì della terra, gli ‘scartatì, troppo spesso ai margini di una società dove pochi hanno molto e molti invece niente. Lo ha fatto celebrando la seconda Giornata Mondiale dei Poveri, istituita alla fine del Giubileo della Misericordia. I poveri sono allora anche quella carovana di migranti che dal Sud America spera di arrivare negli Usa. Il Papa fa luce sul «grido di chi deve fuggire, lasciando la casa e la terra senza la certezza di un approdo». Ma il pontefice elenca in una lunga lista tutti i poveri della terra, tornando anche a condannare l’aborto: «Il grido dei poveri – ha sottolineato nell’omelia – è il grido strozzato di bambini che non possono venire alla luce, di piccoli che patiscono la fame, di ragazzi abituati al fragore delle bombe anziché agli allegri schiamazzi dei giochi. È il grido di anziani scartati e lasciati soli», il grido dei migranti, ma anche di coloro che dispongono di risorse naturali e se le vedono sottrarre da Paesi più potenti. Il Papa parla poi direttamente ai cristiani e sottolinea che essere dalla parte dei poveri non è una scelta, una opzione, né «la moda di un pontificato»: per la Chiesa deve essere «un’esigenza». Nell’Angelus è tornato sulla questione facendo presente che, quando saremo faccia a faccia con Dio, non servirà «la potenza del denaro e dei mezzi economici con i quali pretendiamo con presunzione di comperare tutto e tutti» perché in quel momento potremo far valere «soltanto quello che abbiamo donato». Dopo la messa un momento conviviale nell’Aula Paolo VI per l’occasione trasformata in una grande sala da pranzo: sono in 1500 a tavola con Francesco mentre altri 1500 sono stati ospitati a Roma da parrocchie, mense e ristoranti che si sono messi a disposizione per l’evento, sotto la regia del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione. Settanta i volontari che hanno servito il pasto, in rappresentanza di quegli enti caritativi che offrono quotidianamente il loro sostegno e la vicinanza ai più svantaggiati, dalla Caritas alla Comunità di Sant’Egidio, dal Circolo San Pietro all’Unitalsi. Messe, pranzi e feste si sono tenuti in contemporanea in tutte le diocesi del mondo. Il Papa, dopo il pranzo con lasagne e pollo alla cacciatora, ma soprattutto con tanti saluti e selfie con chi normalmente non riesce a mettere insieme pranzo e cena, lasciando l’evento ha salutato con una battuta: «Ringrazio tanto tutti voi per la compagnia. Adesso mi dicono che incomincia la vera festa e il Papa deve andarsene via, perché la festa sia buona!».

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