| categoria: Roma e Lazio

Qualità della vita?Ecco perché ci meritiamo il fondo classifica

 

 

Di Giovanni Tagliapietra

 

Possiamo ricamarci  sopra quanto vogliamo. La classifica della qualità della vita in Italia condanna inesorabilmente la capitale. Facile dire che si vive meglio a Bolzano, Trento e Belluno. Ma chiedete a un romano di trasferirsi arm i e bagagli in una di queste tre c ittà per andare a vivere meglio e vi sentirete con ogni probabilità rispondere con un garbato “no  grazie”. Detto questo, il fatto che Roma sia scesa in classifica dal 67,mo all’85mo posto preoccupa non poco. E non consola il fatto che Milano, la odiatissima capitale del Nord, sia a metà classifica (55mo posto). Prendiamo atto. E vediamo che cosa si può fare per far svoltare una città che sta sempre più assomigliando ad una metropoli del Terzo Mondo. La Raggi ha promesso,  mi hanno assolto, da oggi si cambia. Facile a dirsi, senza una idea, una strategia. E’ finalmente passato il bando per il verde orizzontale (quello “verticale”, leggi alberi e affini invece è ancora in alto mare), ma non è che lo sfalcio di aiuole e cespugli sparsi cambi sostanzialmente le cose. A Roma le cose vanno a fondo perché non funziona nulla, non c’è controllo, non  c’è capacità di controllo sui diversi quadranti, viabilità, sicurezza, rifiuti, decoro, assistenza sociale.  Va in pezzi l’economia, il sistema non regge più, il commercio soffre. La città invecchia e non ci sono servizi adeguati, gli apprendisti stregoni che hanno in mano la gestione della amministrazione, che hanno in mano la politica sognano ad occhi aperti, immaginano soluzioni romantiche ma sbattono il muso contro una realtà quotidiana che non sono in grado di affrontare, di cavalcare, di gestire.  Dicono che è soprattutto una questione di soldi, che Palazzo Chigi deve intervenire pesantemente, che servono poteri speciali degni di una capitale per invertire la rotta. Ma se nessuno convince i comunales a collaborare – e quei 25mila sono una massa di manovra determinante, a Roma, sommati a familiari, parenti e amici possono far cadere giunte e determinare derive pericolose – se nessuno tratta su un piano di parità con le categorie produttive, con gli esercenti avere soldi freschi, exit strategy e piani Marshall serve a poco. La capitale è una realtà politica, sociale e amministrativa complessa, bisogna saperci mettere le mani e farsi aiutare da chi è veramente competente. Abbiamo assistito a due anni e mezzo di commedie napoletane, di farse, con protagonisti ambigui, consulenti farfalloni e incapaci. Tutti pagati dal contribuente. La cartina di tornasole della situazione ce la dà una notizia pubblicata qualche giorno fa: la Raggi sta cercando dirigenti esterni a contratto, super pagati, per far fronte ai diversi problemi: questo perché i dirigenti del Campidoglio, già profumatamente retribuiti, non sono ritenuti all’altezza o semplicemente fanno resistenza di fronte ad appalti e situazioni a rischio. L’effetto del quadro descritto è il crollo generale della qualità della vita in una città, in una comunità. Se le cose non cambieranno il prossimo anno finiremo in fondo classifica. Poco ma sicuro.

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