| categoria: editoriale

Raggi-Salvini a caccia di consenso

Salvini-Raggi, per una volta insieme, il braccio duro (violento non si può dire) della legge. La dimostrazione che quando ci sono le spinte giuste per farlo, si può intervenire con determinazione ed energia. Il sindaco, appena uscito dall’incubo del processo e alle prese con problemi più grandi di lei (vedi Ama) ha voluto dare una prova clamorosa di forza che se pur preparata da tempo non trovava uno sbocco operativo. Ora fa vedere che la sua giunta c’è, che è forte, decisa, autorevole, che non ha paura di sfidare il top della malavita organizzata. Una azione dimostrativa, cambia poco o niente per la città. Ma comunque un segnale. Quando vedremo i blitz ai semafori e contro i parcheggiatori abusivi capiremo tutti che l’aria sta cambiando sul serio. Per ora accontentiamoci della vittoria di tappa. Coinvolgiamo in questo ragionamento Matteo Salvini, decisionista, duro, una impressione di solidità e concretezza che dà sicurezza agli italiani, come dimostrano i sondaggi. Ha il potere per fare le cose che altri non hannoi saputo o voluto fare, sta marciando su Roma per coronare la sua strategia politica con la bandierina sulla capitale. Dunque è presente. C’era a farsi fischiare a San Lorenzo, qualche giorno fa. C’era davanti alle villette dei Casamonica. Senza l’appoggio del Viminale la Raggi non avrebbe avuto la forza di portare a buon fine il blitz, ora il ministro dell’Interno si è presentato a raccogliere applausi e consensi sulla scena dell’operazione. Una strana coppia in azione, divisi negli obiettivi, uniti nel perseguirli. Il colpo ai Casamonica fa comodo a tutti, è un segnale importante alla città. Salvini ha realizzato nelle stesse ore un altro colpo da maestro, ha fatto bloccare con accuse precise, pesanti, circostanziate, la famosa nave dei migranti che questa estate lo ha tenuto in scacco a lungo, la Acquarius, mettendo in luce atteggiamenti e affari poco trasparenti dei Medici Senza Frontiera. Questa immagine di sceriffo gli vale le copertine dei giornali e gli applausi, gli vale anche consensi a valanga. Ora si tratta di convertire questo successo in fatti politici concreti. E’ vero, a lui spetta la sicurezza del paese, ma come azionista di maggioranza del governo deve anche combattere su atri fronti.  Il confronto con Di Maio è feroce, la Ue aspetta con il fucile puntato

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