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Operazione “Grande Tagliamento” Appalti truccati, indagini su 150 gare per oltre un miliardo di euro

310x0_1542801534292_rainews_20181121125523470 Comandante GDF: “Una metastasi Inchiesta della Procura di Gorizia sul triennio 2015-2018. Perquisizioni in tutta Italia. Approfondimenti anche su opere da realizzare nelle aree colpite dal terremoto del 2016
Centocinquanta appalti pubblici truccati in tutta Italia nell’ultimo triennio, fra i quali anche alcuni per opere da realizzare nelle aree dell’Italia Centrale colpite dal terremoto del 2016. È questa l’ipotesi che ha portato a acquisizioni documentali, perquisizioni e sequestri disposti dalla Procura di Gorizia ed eseguiti dalla Guardia di Finanza. Le accuse L’operazione è stata chiamata ”Grande Tagliamento”. Nel mirino enti pubblici e società: l’inchiesta ipotizza turbative d’asta tra le imprese coinvolte per effetto di pratiche collusive, ma anche frodi nella realizzazione di ponti, viadotti, cavalcavia, sottopassi, gallerie, piste aeroportuali. Fra le ipotesi di reato anche associazione a delinquere, inadempimenti, subappalti in violazione di legge e concussione. Nel mirino il triennio 2015-2018 Secondo gli inquirenti, le opere venivano realizzate utilizzando talvolta materiali non certificati o comunque difformi da quelli dichiarati e in quantità inferiori rispetto a quelli richiesti e fatturati, riscontrando anche un comportamento a volte omissivo di chi avrebbe dovuto controllare. Le verifiche degli uomini delle Fiamme Gialle si concentrano sulle gare indette in tre anni, dal 2015 al 2018. Un cartello di imprese contro la concorrenza È un “gruppo di imprese del Veneto e del Fvg” il ‘nocciolo duro’ di aziende “oggetto di analisi, che da queste regioni ci ha poi portato in giro per l’Italia utilizzando sempre lo stesso sistema” di spartizione di appalti. Lo ha precisando il procuratore capo di Gorizia, Massimo Lia, rispondendo a una domanda nel corso della conferenza stampa al Comando della Gdf. Il procuratore ha parlato di “accordi a tavolino per formulare offerte da assicurarsi” e di “un sistema chiuso, che talvolta si avvaleva di consulenti esterni. Alla fine era l’ impresa locale che faceva i lavori”. Lia ha anche sottolineato che “non ci sono arresti finora nell’inchiesta”, mentre “gli indagati sono un centinaio, tra i quali anche funzionari delle stazioni appaltanti. Il numero potrebbe cambiare” durante lo svolgimento delle indagini. Nessuna infiltrazione mafiosa “Non ci sono pericoli dal punto di vista della sicurezza”, e “assolutamente non sono state registrate infiltrazioni mafiose”, inoltre, è “escluso al momento anche il coinvolgimento di politici”, assicura il procuratore Il comandante della Finanza: “Una metastasi” “Una metastasi”. Così il Comandante della Guardia di finanza del Fvg ha definito il sistema di corruttela e di illeciti oggetto dell’inchiesta sugli appalti, resa nota oggi, a 18 mesi dall’avvio delle indagini, intervenendo in conferenza stampa. Il Comandante ha usato anche il termine “indignazione” perché “quando si altera la libera concorrenza si crea un danno enorme in quanto vincono sempre gli stessi e le imprese oneste vengono escluse”. Un sistema in cui il “cittadino paga le tasse e poi paga anche in termini di incolumità, di pedaggi e altro. E dell’assenza di infiltrazioni mafiose: “Allora è ancora più grave questo fenomeno” significa che “è sufficiente quello che esiste: persone che si riunivano a tavolino per spartirsi le gare”. Infine, un’altra pista di indagine è “il danno ambientale causato dall’illecito smaltimento di rifiuti”, ha concluso. –

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