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Berlusconi, Strasburgo chiude il caso senza una sentenza

 

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, durante la presentazione del libro 'Bettino Craxi-Uno sguardo sul mondo' al teatro Franco Parenti di Milano, 29 ottobre 2018. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

La richiesta dell’ex premier è stata accolta: Non si saprà mai se obbligando Silvio Berlusconi a lasciare il suo seggio in Senato nel 2013, e impedendogli di presentarsi come candidato alle elezioni, comprese quelle dello scorso 4 marzo, in base a quanto previsto dalla legge Severino, l’Italia abbia violato o no i suoi diritti. Come chiesto dal leader di Forza Italia la Corte europea dei diritti umani ha deciso di chiudere il suo ricorso contro il modo in cui gli è stata applicata la legge Severino, senza una sentenza. Quindi senza dire se i diritti dell’ex premier sono stati violati o no.

L’orientamento della Corte alla accettazione della rinuncia al ricorso da parte di Berlusconi si deduceva già dal comunicato stampa che annunciava nei giorni scorsi la pronuncia di Strasburgo per oggi 27 novembre. La nota non parlava infatti di sentenza ma di pronuncia («ruling»). Inoltre la Corte, sempre secondo quanto spiegato nel comunicato, avrebbe emesso, come poi è avvenuto, un verdetto depositato per iscritto. La sentenza invece, secondo le procedure, viene letta in pubblica udienza. Berlusconi aveva presentato ricorso il 10 settembre del 2013 alla Corte europea sulla legittimità dell’applicazione retroattiva della legge Severino che, a seguito della condanna per frode fiscale, estromise l’ex presidente del Consiglio dal Parlamento dichiarandolo anche incandidabile. Il caso è stato discusso il 22 novembre del 2017 in un’udienza storica della Grande Camera della Corte di Strasburgo, alla presenza di 500 giornalisti. La valenza e l’attesa della decisione della Corte, arrivata a un anno di distanza dall’udienza e a cinque dalla presentazione del ricorso, peraltro sono state molto attenuate dal fatto che il verdetto non è arrivato prima delle elezioni di marzo scorso e prima della riabilitazione di Berlusconi ad opera del tribunale italiano. Nel frattempo anche il Governo italiano, controparte di Berlusconi in questo procedimento, aveva depositato alla Corte il provvedimento di riabilitazione

 

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