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FARMACI: SIMIT, LONTANA META DEI 240 MILA PAZIENTI TRATTATI CON ANTI-EPATITE C

A 3 anni dal varo del Piano nazionale per la prevenzione delle epatiti virali da virus B e C, ad un anno e mezzo dall’allargamento dei criteri di reclutamento e dopo lo stanziamento triennale di 500 milioni per alimentare il fondo per i farmaci innovati, specialisti e pazienti hanno fatto il punto in un convegno a Roma al ministero della Salute. «Nelle presenti condizioni, non credo che nel triennio 2017-2019 si possa conseguire l’obiettivo prestabilito di 240 mila pazienti trattati. I dati a metà ottobre attestano 155 mila pazienti sottoposti a terapia dal 2015, un risultato di eccezionale portata, ma ancora troppo lontano dall’obiettivo». Lo ha affermato a Roma Massimo Galli, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit). «Per l’eradicazione dell’epatite C non esiste un vero Piano nazionale e neppure un’azione coordinata a livello regionale, anche se alcune Regioni più virtuose, come la Toscana, il Veneto, la Sicilia, hanno già preso importanti iniziative nella giusta direzione. La speranza è che anche le altre regioni seguano questa via», ha aggiunto Galli. L’Associazione italiana per lo studio del fegato (Aisf), la Simit e l’Associazione pazienti EpaC Onlus hanno evidenziato la necessità di mantenere ed incrementare gli sforzi sinora compiuti.

«Nonostante le terapie di ultima generazione siano disponibili già da tempo per tutti i pazienti – hanno spiegato le associazioni – l’eliminazione dell’infezione resta un problema, soprattutto per convogliare i pazienti con diagnosi nota – stanti in specifici bacini – verso le strutture autorizzate alla cura, ma anche ad effettuare gli screening necessari per fare emergere un ‘sommersò fisiologico e che deve essere meglio quantificato». «Siamo molto preoccupati per il futuro, perché sembra che l’eliminazione dell’epatite C non sia più tra le priorità del Servizio sanitario nazionale – ha denunciato Ivan Gardini, presidente dell’Associazione dei pazienti EpaC Onlus – Non c’è ancora un piano nazionale che indichi come rintracciare tutti i pazienti con diagnosi nota e non nota, nonostante una persona su tre arrivi già gravemente ammalata alle strutture autorizzate per la cura. Nella manovra finanziaria non sono previsti fondi specifici (oltre alle risorse per i farmaci) per conseguire l’obiettivo prefissato dall’Oms di eradicare l’epatite C entro il 2030 e, inoltre – ha concluso – esiste la concreta ipotesi che possa essere saccheggiato il fondo per i farmaci innovativi, con lo spostamento delle risorse avanzate dal fondo innovativi su altri capitolo di spesa sanitaria».

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