| categoria: economia

Autostrade, Castellucci in uscita

Giovanni Castellucci

Giovanni Castellucci si prepara a dire addio alla guida di Autostrade. Ma la decisione non è di oggi. C’è un messaggio preciso nella presentazione con cui il manager lo scorso 3 agosto illustrò al cda di Atlantia il disegno di sviluppo del gruppo, leader globale delle infrastrutture da trasporto, dopo la conclusione in Spagna dell’operazione Abertis. Un messaggio che, secondo fonti qualificate interpellate dal Messaggero, indicava un progressivo disimpegno di Castellucci da Autostrade per l’Italia. Nessuno, tra i presenti, fece una piega, nessuno parlò. Perché, è sempre la fonte a riferirlo, fu una comunicazione che tutti percepirono come la naturale conseguenza del successo della strategia di crescita del gruppo: con quelle parole il manager, che dell’operazione Abertis è stato il protagonista con il supporto determinante di Gilberto Benetton, annunciava la decisione di lasciare il comando di Autostrade per dedicare il suo tempo a qualcosa di ancora più impegnativo: la razionalizzazione del più importante gruppo infrastrutturale del mondo. Dopo 11 giorni sarebbe crollato il Ponte Morandi. Ma in quel momento Autostrade era considerata una delle migliori aziende italiane mentre la capogruppo Atlantia incontrava l’apprezzamento dei mercati per aver realizzato la più rilevante operazione di acquisizione in Europa degli ultimi vent’anni. Nessuno poteva neanche lontanamente immaginare che, di lì a pochi giorni, tutto sarebbe cambiato, con la devastazione di Genova, il dolore e la rabbia per i 43 morti, lo strascico di vicende giudiziarie e di polemiche governative che colpirono e colpiscono tuttora duramente Autostrade, i suoi dirigenti, le migliaia di lavoratori.

La rivoluzione organizzativa avviata a inizio agosto da Castellucci passò così, per forza di cose, in cavalleria. Anzi, fu proprio lui, affiancato nei momenti più difficili dal presidente di Atlantia Fabio Cerchiai, a caricarsi sulle spalle la gestione dell’emergenza, fronteggiando l’onda d’urto della polemica grillina e l’indignazione che andava montando nel Paese. Del resto, furono proprio gli azionisti a chiederglielo e fu lui stesso che intuì di non avere scelta: prima di tutto voleva contribuire «a far uscire Genova dall’emergenza», come ripeté nelle varie interviste rilasciate alla stampa. Come dire: appena terminata l’emergenza, potrò dedicarmi totalmente alle sfide di Atlantia.
Il resto è storia nota: la presentazione dei progetti di demolizione e ricostruzione del Ponte (nonostante il governo abbia tagliato fuori Autostrade con una legge ad hoc), l’impegno a fianco del Comune ligure per migliorare la viabilità cittadina, gli aiuti per gli sfollati e le imprese genovesi (è di ieri la notizia della petizione lanciata dai commercianti della zona Certosa che vogliono Aspi per la ricostruzione del viadotto), i botta e risposta infiniti con il vice premier Luigi Di Maio e il ministro Danilo Toninelli, la battaglia per evitare la revoca della concessione autostradale. E l’emergenza non è ancora finita.

Ma il ragionamento fatto più volte in questi giorni da Castellucci ai propri collaboratori è di essere ormai riuscito a «mettere dei paletti fermi» per garantire il supporto ai genovesi in difficoltà, oltre ad aver fatto tutto il possibile per tutelare l’azienda e i suoi lavoratori, facendola tornare (per quanto possibile) in condizioni di normalità.
Per questo, secondo fonti finanziarie bene informate, la “decisione” del 3 agosto resta un punto fermo. Castellucci è consapevole che la scelta di lasciare la guida di Autostrade sarà inevitabilmente messa in connessione con la tragedia di Genova. Qualcuno dirà che sono stati i magistrati a suggerirgli di lasciare Autostrade (proprio oggi sarà a Genova per essere nuovamente interrogato). Altri ipotizzeranno che sia stato costretto da non meglio precisate manovre dei soci. Ma quel messaggio affidato al cda di Atlantia il 3 agosto «viene da lontano – dice chi lo conosce bene – da una visione industriale di lungo termine che in questi 15 anni ha cementato l’intesa tra la famiglia Benetton e il loro manager di punta». E che è stata una delle storie più apprezzate dai mercati. Basti dire che, nonostante gli scossoni dopo la tragedia di Genova e la risalita dello spread, il titolo Atlantia quota oggi quasi allo stesso livello del 2016.

L’operazione Abertis «guidata da Giovanni Castellucci, proseguirà come pianificato», aveva dichiarato il patron Gilberto Benetton nella sua ultima intervista. «Sarà ancora Castellucci, nei prossimi anni, la garanzia nei confronti del mercato», sostengono oggi ambienti bancari. Ma perché l’acquisizione porti i suoi frutti, c’è bisogno di un impegno forte senza “carichi operativi”. Il passo d’addio ad Autostrade dovrebbe consumarsi entro la fine dell’anno.

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