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Gommista derubato 38 volte uccide un ladro

Gommista derubato 38 volte uccide un ladro, applausi al rientro in azienza

Aveva subito 38 furti negli ultimi anni e per difendere la sua attività dal 2014 dormiva dentro il capannone della sua ditta. Ma stanotte l’ultimo furto è finito in tragedia. Fredy Pacini, 57 anni, gommista, poco prima delle 4 di questa mattina, a Monte San Savino (Arezzo), ha ucciso a colpi di pistola un 29enne moldavo che era penetrato nella sua ditta sfondando una finestra per tentare un furto. E ora è indagato per eccesso di legittima difesa.


Ascoltato dal pm di turno della Procura di Arezzo, Andrea Claudiani, il gommista avrebbe spiegato che era nel pieno del sonno quando è stato svegliato dal rumore dei vetri di una finestra che erano stati infranti con una mazza.

Il titolare della ditta sarebbe quindi sceso al piano di sotto del magazzino e avrebbe sparato d’istinto contro il 29enne moldavo colpendolo agli arti inferiori e centrando l’arteria femorale. Secondo quanto emerso, il 29enne moldavo aveva un complice che sarebbe riuscito a fuggire.

In un video pubblicato dall’emittente Tele Etruria l’imprenditore raccontava la sua decisione di dormire in azienda: «Bastano tre minuti perché i ladri portino via tutto. Per questo ho deciso di rimanere qui». E aggiungeva: «Ringrazio le forze dell’ordine perché il loro servizio lo fanno, purtroppo anche loro hanno le mani legate perché non possono muoversi più di tanto».

Subito dopo l’arrivo dei carabinieri e del pm Andrea Claudiani, Fredy Pacini è stato sentito e verso le dieci è rientrato a casa. Per ora è indagato per eccesso di legittima difesa. «Un imprenditore e un uomo lasciato solo dalle istituzioni» dicono in un bar vicino all’azienda, che si trova in via della Costituzione, nella zona industriale di Monte San Savino. Non è escluso che i ladri, come successo altre volte, volessero le costose bici da corsa di cui Fredy Pacini è rivenditore autorizzato.

Sulla questione è intervenuto anche il ministro Salvini con un post su Instagram: «Sto con il commerciante, presto in aula legittima difesa».

Il moldavo ucciso la notte scorsa risulta incensurato alle autorità italiane. Inoltre potrebbe trovarsi in Italia da settembre scorso: aveva un passaporto con un visto di transito dalla Romania che risale a circa un paio di mesi fa. Da quanto appreso la notte scorsa sarebbe entrato dentro il capannone dopo aver rotto una delle vetrate d’ingresso della ditta di pneumatici. Ma i rumori hanno svegliato il titolare, Fredy Pacini, che dormiva in un locale soppalcato: dalla finestra della stanza, che si affaccia all’interno del capannone, avrebbe sparato contro la sagoma del ladro. E secondo una prima ricostruzione la traiettoria dei proiettili sparati da Pacini va dall’alto verso il basso.
«È troppo presto per parlare, dobbiamo ancora capire tutto», ha detto l’avvocato Alessandra Cheli, difensore del titolare della ditta di Monte San Savino. Il suo assistito, già sentito dal pm Andrea Clausani, non è in stato di fermo ma è indagato per eccesso di legittima difesa. «Aveva subito 38 furti, esasperato dormiva in ditta e si è trattato di legittima difesa dopo un tentativo di furto», ha aggiunto l’avvocato di Fredy Pacini. Il legale ha mostrato anche il giornale che a marzo scorso aveva pubblicato l’intervista nella quale Pacini raccontava di dormire da 4 anni in ditta a causa dei frequenti furti, riusciti o tentati. Subito dopo l’arrivo dei carabinieri e del pm Andrea Claudiani, il gommista è stato sentito e verso le dieci è rientrato a casa. «Un imprenditore e un uomo lasciato solo dalle istituzioni», dicono in un bar vicino all’azienda, che si trova in via della Costituzione, nella zona industriale di Monte San Savino. Non è escluso che i ladri, come successo altre volte, volessero le costose bici da corsa di cui Fredy Pacini è rivenditore autorizzato.

Applausi e grida «bravo Fredy, bravo Fredy» da parte di amici e conoscenti davanti alla sua azienda per il gommista che ha ucciso un ladro, quando alle 12.30 è rientrato, accompagnato in auto, e ha ripreso la sua attività. Davanti ai cancelli della rivendita sono stati attaccati anche cartelli con l’hashtag ‘Io sto con Fredy’. «Non ne poteva più, era preso di mira dai ladri, ormai dormiva quasi fisso in azienda anzichè nella sua casa in paese», raccontano alcuni, che dicono di conoscerlo da tantissimi anni e che sono all’esterno dell’azienda: in tutto sono una ventina i paesani presenti per esprimere solidarietà al commerciante. Qualcuno mette in evidenza la sua dedizione al lavoro, ricordando che l’azienda era stata fondata dal padre di Pacini e con lo stesso Fredy è stata sviluppata estendendo l’attività dalle gomme al commercio e al noleggio di biciclette sportive. Proprio un furto di biciclette, del 2014, causò a Pacini un danno da 30mila euro. Secondo quanto appreso, nel pomeriggio o al più tardi domani potrebbe essere sentito dagli investigatori per ricostruire anche con la sua versione lo svolgimento dei fatti.

Ultimo aggiornamento: 18:55© RIPRODUZIONE RISERVATA

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