| categoria: editoriale

Sfiducia a Zingaretti? Una farsa

 

 

Se questi sono i politici che governano la regione Lazio – maggioranza e opposizione – stiamo freschi. Per qualche giorno avevano temuto o sperato nella rivoluzione in Regione, in una svolta epocale che vedesse il governatore Zingaretti costretto a muoversi, a prendere una decisione, magari a dimettersi. Niente da fare, ci siamo sbagliati, la politica romana è fatta così. Nessuno molla mai sul serio la poltrona, il potere. E così la clamorosa sfiducia alla Giunta, alimentata da una allenza tattica tra centro destra e grillini con l’avallo del gruppo misto è evaporata come neve al sole. Niente da fare, l’ago della bilancia tal Cavallari ex leghista ora Gruppo Misto ha fatto marcia indietro sgonfiando tutta l’operazione. E’ bastata una “Non voterò la sfiducia”. E si scopre che quello del centrodestra era un bluff . A liberare tutti da imbarazzi e paure è proprio lui, Enrico Cavallari, ex assessore della giunta Alemanno ed ex leghista.Si racconta che fino a lunedì sera l’ex leghista fosse pronto al voto della mozione, convinto a tornare nei ranghi per non restare con il cerino in mano. Si raccontava che Salvini in prima persona l’avesse cercato per convincerlo a tornare nei ranghi. Dicono che a fargli cambiare idea sia stata non tanto l’ipotesi (smentita, ripresa, ancora smentita) dell’entrata in giunta del Movimento Cinque Stelle, quanto il nome del possibile candidato leghista, ovvero Claudio Durigon, deputato pontino sempre più potente nella Lega romana. Gode Claudio Fazzone, coordinatore regionale di Forza Italia, che tira un sospiro di sollievo. C’era infatti il timore di tornare alle urne e di ritrovarsi con un contenitore svuotato dall’ascesa della Lega. La quota di cinque consiglieri sarebbe diventata un miraggio in caso di nuova tornata elettorale. Da qui la posizione di Fazzone. Anche il Movimento Cinque Stelle respira e passa al contrattacco scaricando tutte le responsabilità sul centro destra. Dice Roberta Lombardi: “Un vero e proprio autogol che, nato dall’intento del centro destra di stanare le altre opposizioni, tra cui il M5S, ha finito invece col rivelare per l’ennesima volta le loro divisioni interne. Un esito ancora più paradossale se si considerano i fantasiosi retroscena apparsi in questi giorni su più testate giornalistiche su un possibile Governo del Cambiamento tra la Giunta Zingaretti e il M5S, unica forza di opposizione a dichiarare e a sostenere fermamente sin dall’inizio la propria disponibilità a votare la sfiducia”. La farsa continua. In realtà nessuno voleva rinunciare al posto in Consiglio, bastava far paura al governatore, Che punta alla segreteria del Pd ma sa che deve guardarsi alle spalle

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