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Morto l’attore Ennio Fantastichini

c258488ba3543c9e0f3a5717b0d5be96Aveva 63 anni, fatali le complicanze di una grave forma di leucemia che lo aveva colpito

É morto a Napoli il popolare attore Ennio Fantaschini. Era ricoverato da più di due settimane nel Reparto di Rianimazione del Policlinico della Federico II, diretto da Giuseppe Servillo, per le complicanze di una leucemia acuta promielocitica.

Per Fantastichini, 63 anni, fatali sono state le complicanze emorragiche della neoplasia ematologica di cui era affetto. In particolare a stroncarlo sono state le emorragie cerebrali che hanno fatto seguito a complicanze polmonari ed intestinali.

Popolare attore, di testa e di cuore, nei film e nelle fiction tv per Rai e Mediaset. Ma anche interprete raffinato, cresciuto cul modello espressivo di Gian Maria Volonté con cui fece coppia in ‘Porte aperte’ di Gianni Amelio nel 1989 e di cui riprese, a modo suo, gli accenti interpretando l’anarchico Vanzetti nella fiction del 2005 dopo che Volonté aveva interpretato il ruolo nel film di Giuliano Montaldo nel 1971.


Originario della provincia di Viterbo, nel Gallese, Ennio Fantastichini debuttò adolescente in un’opera di Beckett. Da quel giorno la sua passione per la scena non ha conosciuto ostacoli. Una carriera tutta in salita che, dopo i corsi di recitazione all’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico, lo vedono protagonista nel cinema e nel teatro, ma anche alla tv. Ha lavorato con Gianni Amelio (‘Porte apertè), Ferzan Ozpetek (‘Saturno contrò e ‘ Mine vagantì), con Paolo Virzi (‘Ferie d’agostò) e Peter Greenaway (Ripopolare la reggià), Marco Risi (‘Fortapasc’). Numerosi i premi e i riconoscimenti per le sue interpretazioni sul grande schermo. In particolare per le ‘Portè di D’Amelio accanto a Gian Maria Volonté (Ciak d’oro 1991, Nastro d’Argento come miglior attore non protagonista, Premio Felix 1991, l’European Film Awards come scoperta dell’anno), ma ha ricevuto anche un David di Donatello come migliore attore non protagonista per ‘Mine Vagantì nel 2010.Anche la tv fu, per l’attore scomparso, un palcoscenico ideale dove confrontarsi con personaggi diversissimi tra loro. Dalla ‘Piovra 7’, all’interpretazione dell’anarchico Bartolomeo Vanzetti in ‘Sacco e Vanzettì, sino al perfido aristocratico Raniero ne ‘La freccia nerà. L’ultima apparizione, alcuni mesi fa, nel ‘Principe liberò, dedicato a Fabrizio De Andrè. Indimenticabile nei panni di Giovanni Falcone nel film di Tavarelli consacrato a Paolo Borsellino. Anche il teatro era un suo luogo di predilezione. L’ultima apparizione diretto da Giorgio Barberio Corsetti che lo volle come protagonista del suo ‘King Lear’. Padre dolente, rassegnato, disperato dinanzi all’ingratitudine delle figlie, ad un destino avverso. La caduta dell’uomo, l’impossibilità di uscire dal drammatico ingranaggio del potere. «Solo Ennio Fantastichini avrebbe potuto interpretare il mio ‘King Lear – ha dichiarato all’Adnkronos Giorgio Barberio Corsetti – Aveva una capacità unica e straordinaria di saper comunicare, con il suo corpo, con la sua voce, contemporaneamente il riso e il pianto, il comico e il tragico».

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