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Bus turistici fuori dal Centro, rinvio al 2020?


Potrebbe bastare un cavillo, una sospensiva temporanea del Consiglio di Stato, magari solo di qualche settimana, per far slittare di un anno il ban ai torpedoni che ogni giorno scarrozzano i turisti nel cuore dell’Urbe, abbordando i monumenti che il mondo c’invidia e parcheggiando, spesso e volentieri, in doppia fila nelle strade del Centro.
Non c’è un piano B, ammettono in Comune. Se i togati di Palazzo Spada, il prossimo 13 dicembre, dovessero concedere una sospensiva ai bellicosi impresari dei bus turistici, senza entrare nel merito della riforma, lo stop temporaneo si tradurrebbe in automatico in uno slittamento di tutto il provvedimento al 1 gennaio 2020.
Spiega Enrico Stefàno, presidente della Commissione Mobilità del Comune e big del M5S romano: «Se venisse concessa una sospensiva, magari fissando un’udienza di merito nei primi mesi del 2019, in ogni caso l’entrata in vigore dei nuovi permessi non potrebbe che iniziare a gennaio dell’anno successivo». Difficile, spiega, mettere in pratica un rinvio di più corta gittata. I permessi «semestrali», che qualcuno aveva ipotizzato all’inizio di quest’anno per far debuttare le nuove regole già da luglio 2018, «sono di complicata attuazione», ragiona Stefàno. Lo scenario più probabile, quindi, è un rinvio di tutto il progetto al 2020.

TAGLIANDI PRONTI
Lo sanno anche all’Agenzia della Mobilità, la partecipata del Campidoglio che stampa i permessi della Ztl e le licenze per i pullman. Da quanto trapela, in caso di sospensiva l’ente comunale sarebbe pronto a rilasciare i vecchi permessi annuali a far data dal 1 gennaio 2019. Permessi che possono accaparrarsi 1.300 bestioni di metallo, come han sempre fatto da anni, e che erano stati mandati in pensione nel maggio scorso, col varo della riforma in Assemblea capitolina.

Quella delibera sbarra la strada ai pullman nel cuore di Roma: nella Ztl del Centro, c’è scritto, potranno entrare al massimo 30 bus al giorno e solo se assoldati da una scolaresca o al servizio di un albergo con più di 40 stanze. Tutti gli altri potranno varcare l’Anello ferroviario ma senza un permesso annuale e acquistando di volta in volta dei pacchetti di ingressi, carnet t da 50, 100, 200 e 300 passaggi giornalieri che potranno costare fino 26 mila euro, in base a quanto è inquinante il mezzo. Altra novità: i torpedoni potranno sostare nei parcheggi riservati al massimo 3 ore e un chip dell’Agenzia della Mobilità controllerà il minutaggio, per stangare chi sgarra.
La riforma ovviamente poco è piaciuta, dall’inizio, alle ditte del settore. Che l’hanno osteggiata prima scendendo in piazza e poi optando per la battaglia in Tribunale. A ottobre il Tar ha dato ragione al Campidoglio, allora si sono appellati al Consiglio di Stato. Ma per strappare un altro anno di affari, stavolta, potrebbe bastare una semplice sospensiva.

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